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rio nell’elba 

Dopo un lungo stop si lavora al rilancio del museo del Barcocaio

Dopo un lungo stop si lavora al rilancio del museo del Barcocaio

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RIO NELL’ELBA

Si lavora, sia pure dietro le quinte, per la ripresa, ma soprattutto per il rilancio del museo archeologico del Barcocaio, dopo la chiusura forzata imposta dalle norme anti coronavirus, ma soprattutto dal provvedimento della magistratura che ha posto i sigilli all’ingresso della terrazza (da dove si accede al museo) a seguito dell’incidente occorso nell’ottobre del 2019 a un ragazzo caduto (per fortuna senza conseguenze) nel vuoto a causa del cedimento della ringhiera posta tra un colonnino e l’altro. «La mazzata definitiva – ci ha detto il presidente del parco minerario, Icilio Disperati – ce l’hanno date le misure adottate dal governo con il lockdown con cui si è cercato di impedire il diffondersi del contagio». Due fattori, dunque, concomitanti che sono all’origine della più bassa frequentazione mai avuta. Ma questo non ha impedito che funzionari dell’ente parco minerario che è proprietario delle sale espositive non stessero lavorando e programmando le prossime stagioni, chiusa definitivamente quella del 2020. Ora che la magistratura ha tolto i sigilli, si definiscono i piani del 2021. «Che devono rappresentare – ha aggiunto – una forte ripresa, una rinascita. Perché noi riteniamo il sito di grande pregio e valenza culturale che può benissimo essere il valore aggiunto alle proposte da vendere turisticamente».

Intanto, nella sede del municipio di via Garibaldi, il responsabile dell’ufficio tecnico ha predisposto le pratiche burocratiche per arrivare all’individuazione di un architetto esterno che sia in grado di poter redigere un piano di ristrutturazione e di messa in sicurezza dell’intero apparato. Successivamente si stanno predisponendo anche dei progetti di rilancio a livello culturale. «Ce ne sono due in cantiere – confessa lo stesso Disperati – Uno che ha visto la compartecipazione a livello finanziario della Regione toscana. Il secondo invece ha trovato dei fondi dall’Ancim». Per quanto riguarda i loro contenuti tutto è ancora in fieri. «Bisognerà attendere – continua Disperati – Ci stiamo lavorando intensamente i miei collaboratori ed io perché l’intero pacchetto funzioni al meglio e costituisca, per il nostro versante orientale, un punto di aggregazione e di forza». Tra le righe è trapelata l’intenzione di emettere un unico biglietto per chi desidera accedere al museo mineralogico di Rio Marina, nell’ex Palazzo del Burò e contemporaneamente spostarsi sul colle a Rio nell’Elba per visionare le teche al museo archeologico del Barcocaio. —

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