Parco di S. Silvestro Filoni metalliferi e scavi antichi Ricerche in corso
Il progetto Mima-Sites per radiografie e rilievi in 3D con Università di Firenze, Istituto di Fisica nucleare e Cnr
campiglia
Si cercano scavi minerari antichi all’interno della miniera del Temperino, nel Parco archeominerario di San Silvestro, a Campiglia Marittima con il rivelatore Mima, acronimo di Muon imaging for mining and archaeology, un dispositivo all’avanguardia in grado di rivelare il passaggio dei muoni e ricostruirne la direzione di provenienza. La radiografia muonica (muografia) è un’innovativa tecnica non invasiva, simile alla radiografia a raggi-X, che permette di effettuare rilievi radiografici di strati di materiale molto spessi usando i muoni, particelle simili agli elettroni, presenti nei raggi cosmici. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’attività sperimentale avviata alla fine del 2017, condotta in sinergia da fisici e geologi dell’Università di Firenze, dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). I muoni, a seconda della loro energia e della densità del materiale attraversato, possono proseguire il proprio percorso in sotterranea anche per centinaia di metri, prima di essere definitivamente assorbiti.
Nella prima fase di studio l’attività di ricerca nel Parco di San Silvestro si è concentrata sull’utilizzo della radiografia muonica per ottenere una caratterizzazione tridimensionale della conformazione rocciosa dell’area della Gran Cava, situata al di sopra della galleria mineraria attualmente visitabile e interessata da scavi minerari in epoca etrusca, cinquecentesca, ottocentesca e novecentesca.
Il progetto Mima-Sites, partito in questi giorni, rappresenta la prosecuzione dell’attività di ricerca e prevede di caratterizzare fisicamente l’area della miniera del Temperino, andando a individuare sia eventuali zone a bassa densità, presumibilmente legate alla presenza di scavi minerari antichi, che zone ad alta densità, legate a filoni di minerali metalliferi.
In pratica, si procederà alla ricostruzione tridimensionale dell’area tramite radiografia muonica, alla realizzazione del rilievo 3D e alla caratterizzazione geomeccanica degli ammassi rocciosi. Il rilievo 3D verrà ricostruito utilizzando la tecnologia laser scanner per tracciare la struttura superficiale e la tecnologia georadar (da drone) per individuare eventuali strutture nel sottosuolo fino a una profondità di 80 metri. La combinazione di questi dati con quelli relativi alla campagna tomografica eseguita in parallelo è finalizzata alla generazione di un modello tridimensionale utilizzabile anche per applicazioni in realtà aumentata.
Seguendo la strada, che sta alla base dell’esperienza dei Parchi della Val di Cornia, di considerare il parco come un laboratorio di costante sperimentazione, anche scientifica, questo nuovo progetto va ad aggiungere ulteriore dinamicità a questa realtà. Il parco rappresenta, infatti, un campo di sperimentazione scientifica importante in quanto il sistema di gallerie minerarie sotterranee presente al suo interno è ancora accessibile e questo aspetto ne fa una realtà particolarmente interessante sia dal punto di vista geologico, sia dal punto di vista sperimentale, considerando la peculiarità degli ambienti minerari. –
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