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Capannone Jai Jai Mai Nuova ordinanza di messa in sicurezza

annalisa mastellone

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campiglia

Nuova ordinanza a firma della sindaca Alberta Ticciati per la messa in sicurezza “senza ulteriore indugio” di quel che resta del capannone Jai Jai Mai, distrutto da un ’incendio il 3 luglio. Il forte vento dello scorso venerdì ha provocato danni su alcune componenti dell’immobile. La proprietà, a cui era già stata data una proroga, è stata quindi sollecitata a realizzare l’intervento concordato.

Una ventina di giorni fa è stato possibile rientrare a vivere nelle loro case per le ultime cinque famiglie delle 58 sfollate (53 rientrarono dopo una settimana dal rogo), grazie al lavoro degli enti coinvolti e dei soggetti privati che hanno svolto le attività di bonifica in tempi stretti, considerata la complessità della situazione. Il prossimo fondamentale passo è la demolizione dell’immobile e lo smaltimento del materiale presente.

Nel frattempo il maltempo e soprattutto il forte vento di venerdì scorso, anche dietro alla segnalazione dei residenti, ha richiesto di nuovo l’intervento dell’amministrazione comunale e la necessità per la sindaca di firmare una nuova ordinanza, la numero 45 del 25 settembre. La polizia municipale di Campiglia Marittima e il tecnico reperibile di turno, infatti, nella giornata del 25 hanno rilevato “che il vento sostenuto – si legge nell’atto sindacale – sta provocando ulteriori danneggiamenti su alcune componenti dell’edificio incendiato in data 3 luglio scorso ed, in particolare, il distaccamento parziale o totale delle componenti in lamiera metallica del coronamento della copertura e nonché delle lastre in materiale di amianto” ed evidenziato “che, a tutt’oggi – continua l’atto –, i resti dell’edificio incendiato risultano ancora in essere e che non risulta pervenuta a questa amministrazione alcuna comunicazione in merito ai monitoraggi delle fibre di amianto in aria come disposto con ordinanza sindacale 41”. Per questo la sindaca, confermando quanto già disposto con i precedenti provvedimenti, ha ordinato ai proprietari dell’immobile “l’esecuzione senza ulteriore indugio della messa in sicurezza dei materiali contenenti o contaminati da amianto, eseguito da ditte specializzate, oltre alla rimozione dei componenti di lamiera, distaccati o pericolanti a causa dell’evento meteo odierno” e la verifica del rispetto delle precedenti ordinanze.

«È stato presentato dal privato il piano di intervento per la demolizione dell’immobile il 17 settembre – dice Ticciati – e oggi stesso (ieri, ndr) la Asl ha re-inviato in risposta la richiesta di alcune integrazioni, che una volta trasmesse consentiranno alla ditta di partire con i lavori. Avevamo ordinato e concordato una nuova messa in sicurezza del capannone che però non è stata ancora fatta, nonostante il sollecito dell’ultima ordinanza di venerdì. Ne prendiamo atto e ci muoveremo di conseguenza, come da normativa». Che aggiunge: «È necessario procedere velocemente alla risoluzione definitiva del problema che, sono sicura, sia interesse non soltanto dell’amministrazione, ma di tutti i soggetti coinvolti. Continueremo a vigilare perché non si abbassi la guardia e si continui a lavorare fino a quando la criticità non sarà completamente superata». —



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