Italia
Scatta l’operazione di recupero del peschereccio affondato
Il ministro Sergio Costa ha affidato l’incarico all’ammiraglio Aurelio Caligiore: l’imbarcazione finì contro gli scogli dell’isola protetta del Parco
PORTOFERRAIO
Sarà presto recuperato lo scafo del motopescehereccio Bora Bora, affondato nel giugno del 2019 dopo essersi andato a incagliare sulla scogliera dell’isola di Montecristo. Ieri il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha dato infatti avvio alle procedure che porteranno al recupero del relitto del peschereccio della marineria di Porto San Stefano (Grosseto). L'obiettivo, spiega una nota ministeriale, è riuscire a recuperare i resti dell'imbarcazione entro il mese di ottobre.
Il ministro ha dato mandato all'ammiraglio Aurelio Caligiore, caporeparto ambientale marino delle Capitanerie, di studiare i presupposti per procedere al recupero. Oggi si è riunito, per la prima volta, un gruppo di lavoro costituito dal presidente del Parco Giampiero Sammuri, da rappresentanti degli imprenditori elbani, dal capitano Mario Lanera, da rappresentanti dell'impresa Sales e subacquei del porto di Piombino, ai quali sono state fornite indicazioni tecniche per il piano operativo di recupero. «Si tratta di un'operazione importante, alla quale il ministro tiene particolarmente e che sarebbe la prima di questo genere – afferma Caligiore – Un esperimento che potrebbe poi essere replicato in altre aree sensibili italiane nelle quali sono presenti relitti sottomarini ancora da recuperare». Un primo intervento di messa in sicurezza sul Bora Bora fu completato alla fine di giugno 2019, quando furono svuotati i serbatoi dal carburante. Entro ottobre si provvederà a far riemergere e rimuovere lo scafo. —
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