Meteo
Baratti e Calamoresca colpiti duramente da vento e mareggiata
Danneggiato il ristorante nella spiaggia cittadina dai massi portati dalle onde e nel golfo etrusco scoperchiato il tetto di un bar, difficoltà anche nel porticciolo
piombino
È una fortissima libecciata di fine settembre a chiudere la stagione balneare sulla costa piombinese. Le raffiche che si sono abbattute sul litorale nella giornata di venerdì e l’altra notte hanno causato disagi e danni. Soprattutto dove i venti provenienti da ovest colpisco con più forza. Restando in città, è Calamoresca ad aver dovuto fare i conti con il libeccio di inizio autunno. «Lo stabilimento balneare, anche in vista delle condizioni meteorologiche, era già chiuso – le parole di Riccardo Parrini di Calamoresca Beach –. Ad ogni modo, ero andato ad ancorare i pedalò, il patino di salvataggio e le scalette. Insomma, di danni non ce ne sono stati. Diverso è il discorso per il ristorante. Il vento ha strappato due tende e scoperchiato il muro di sassi e altro materiale alla base della struttura, scoprendo di fatto le fondamenta. Andrebbe ricoperto tutto. Vero è che servirebbe una protezione più efficace. Stavolta in mezz’ora il vento ha portato via tutto. Occorrerebbe un intervento di maggiore messa in sicurezza dell’intera struttura. Ma non è che si può fare così; servono i permessi. Al momento, a ogni mareggiata forte, finisce sempre così. L’acqua è entrata anche nel ristorante – continua Parrini – e abbiamo passato il venerdì pomeriggio a toglierla e sistemare. Ma non è che possiamo fare chissà cosa. Questo è un golfo che quando arrivano il libeccio o il ponente non ci si può fare niente. La mareggiata stavolta ha smosso pietre che non le sposti nemmeno a cannonate. I danni? Beh, per quelli già quantificabili, cioè le tende e la copertura della terrazza, ma temo salterà fuori altro, siamo sui 2-3mila euro». Poco lontano la situazione è diversa. «Vedendo giorni fa le previsioni, avevamo già tolto tutto – afferma Paolo Caramante dei Bagnetti Salivoli –. Il mare ha riportato le alghe a riva e l’acqua è marrone per via del fosso che ha trascinato un po’ di terra, ma roba di poco conto. Siamo a ridosso e il libeccio non ci dà noia. Il vero problema per noi è lo scirocco». Uscendo dai confini cittadini, ecco come la costa est sia stata risparmiata dalla furia del libeccio, mentre Baratti ci è finita dentro con tutt’e due i piedi. «Un po’ di danni li ha fatti, anche sul porto dove so che è praticamente volata una barca – spiega Mauro Bertini di Bagno Baratti –. Quanto a noi, lo stabilimento era aperto ma, visto il vento, già dalla mattina del venerdì abbiamo iniziato a togliere un po’ di roba. Nel pomeriggio è addirittura aumentato, e abbiamo levato tutti i lettini e gli ombrelloni, lasciando soltanto i paletti per gli ombrelloni. E la mareggiata li ha portati via. L’acqua nel chiosco non è entrata, ma le raffiche hanno scoperchiato il tetto. L’abbiamo ripreso al volo, ma andrà sistemato per bene. Venerdì sera, quando sono tornato nuovamente in spiaggia, il libeccio era fortissimo – prosegue Bertini – Avrà soffiato a 50 nodi e l’ho vista davvero brutta. Il mare era sopra la duna. Sono qui da oltre 25 anni e di mareggiate ne ho viste tante, ma un mare così grosso e gonfio mai. Si è portato via anche le torrette di salvamento. Una l’ho ritrovata il giorno dopo in cima alla duna, ma rotta. E poi sono state sradicate anche le pedane, in parte recuperate. I danni? Tanta roba l’abbiamo salvata, togliendola a tempo debito, ma siamo sopra i 5mila euro». –
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