Italia
«Un inutile passaggio per continuare a coltivare il consenso elettorale»
L’intervento urbanistico per i grillini doveva passare dai nuovi piani generali strutturale e operativo non da una variante puntuale
piombino
«La variante Rimateria è un atto amministrativo e come tale va valutato nel merito, con i suoi risvolti, le sue conseguenze». Tiene il punto il Movimento 5 Stelle che in consiglio ha votato contro l’approvazione dell’atto urbanistico.
«La narrazione elettorale ha trasformato un atto amministrativo in una bandiera, ha polarizzato la discussione facendo diventare tutto bianco o nero, dando alla variante il significato politico di pro o contro il raddoppio dei volumi di discarica – prosegue –. L’ambito amministrativo è fatto di scale di grigi e senza un’analisi di dettaglio dei contenuti e contorni normativi di questo atto non si può valutarne serenamente la portata. Ciò che rimane è solo la coltivazione del consenso».
La narrazione politica per i 5 Stelle « porta la Regione a dire di aver risolto il problema discarica limitando i conferimenti ai soli rifiuti derivanti dalla bonifica del Sin e alle scorie siderurgiche, ma questa narrazione non risponde a verità. Rimateria ha formalmente chiesto all’Agenzia del Demanio di cambiare i termini di concessione e poter accogliere nella LI53 e sul rialzo della ex-Lucchini rifiuti speciali di altre tipologie, alla luce di questo può chiedere di modificare le prescrizioni contenute nella Via in sede di domanda di Aia: dunque niente è scritto nella pietra, tutto è in divenire e tutto può cambiare semplicemente perché la legge lo prevede».
La delibera che trasforma Colmata in centro abitato «è già stata impugnata di fronte al Tar della Toscana da Rimateria e non si possono prevedere gli esiti, eppure questo atto lo abbiamo condiviso e faceva parte del nostro programma, anche se ci saremmo aspettati più coraggio nell’estendere il centro abitato fino alla località Terre Rosse».
I grillini sottolineano che «qualsiasi atto amministrativo può essere impugnato di fronte al Tar e l’unica discriminate è quella di avere un legittimo interesse. Stesso ragionamento deve essere applicato alla variante Rimateria, tale atto non può mettere la parola fine sul raddoppio dei volumi di discarica, in compenso, apre a un’altra situazione di aleatorietà che però contempla la possibilità, che definiamo non nulla, di default del Comune di Piombino per effetto della legittima richiesta di indennizzo intentata da Navarra Spa, alla quale si aggiungerà quella di Unirecuperi Srl. Ipotesi avvalorata dal parere di regolarità contabile del dirigente del settore Finanze e dalle dimissioni dell’assessore al Bilancio».
L’invito è «a spogliarsi delle casacche e ammettere che con l’approvazione di questo atto si è esposto il Comune al rischio di commissariamento, proviamo a immaginare l’azzeramento della spesa sociale, di qualsiasi forma di aiuto alle imprese, di qualsiasi attività non strettamente necessaria. Proviamo a immaginare il danno ambientale derivante da un improvviso stop alla gestione della discarica. E ora proviamo a valutare il fatto che il Comune si accollerà questo rischio senza avere la minima certezza di aver deliberato la parola fine sull’ipotesi di raddoppio dei volumi di discarica». E conclude: «Nella spasmodica ricerca del consenso, la maggioranza ha trasformato la variante in una bandiera, in una promessa elettorale dalla quale non ha saputo recedere. L’ipotesi variante l’abbiamo sempre e coerentemente rifiutata, anche quando ci avrebbe portato facile consenso, abbiamo sempre detto che un intervento urbanistico si sarebbe potuto fare solo attraverso i nuovi strumenti generali: il Piano strutturale d’area e il Piano operativo, che invece sono sempre in alto mare, non attraverso interventi puntuali, come la variante, in quanto difficilmente difendibili di fronte a ricorsi». —
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