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«La variante Rimateria è il primo di una serie di atti»
Dalla maggioranza nessun chiarimento sulla crisi di giunta e le defezioni in aula L’obiettivo: allargare la questione alle bonifiche del Sito di interesse nazionale
piombino
«La variante Rimateria è solo il primo di una serie di atti che a questo sono conseguenti, perché non può essere chiuso un impianto maleodorante e pericoloso per sostituirlo con un altro, questo sia chiaro a tutti. La variante rappresenta un punto fermo, sottolinea e rappresenta pienamente la volontà della città di seguire un percorso diverso nella gestione della discarica, dei rifiuti e dell’intera area fino ad ora a essi legata». A tracciare l’orizzonte a cui guarda la maggioranza è la lista Ferrari Sindaco sulla scorta del voto nel consiglio comunale del 16 settembre.
Si celebra il risultato, ma è innegabile il prezzo politico pagato dal primo cittadino Francesco Ferrari. Eppure non viene fatto alcun accenno. Neppure all’assenza il giorno del voto in aula di due rappresentanti di peso: il capogruppo di Ferrari Sindaco Marco Viti e la collega Eleonora Baldi della Lega. Nessun chiarimento neppure sulla crisi di giunta che si è consumata alla vigilia, che ha portato alle dimissioni dell’assessore al Bilancio Paolo Ferracci e alla cacciata del collega ai Lavori pubblici Riccardo Gelichi. Con la rappresentante di Ascolta Piombino, Monica Bartolini, passata tra i banchi delle opposizioni.
Nessuna indicazione su come muovere verso l’orizzonte indicato. Al di là delle argomentazioni sugli effetti della variante Rimateria, che stabilisce la destinazione a parco urbano dei 58 ettari su cui insistono le discariche ex Asiu, la ex Lucchini e la LI53, su cui poggiano i cumuli di rifiuti siderurgici, e gli spazi dove insiste quel che rimane degli impianti Tap. «Non è stato un percorso facile quello che ha portato al voto, un percorso delicato e pieno di insidie legato alla complessità del procedimento il cui studio ha richiesto tempo – sottolinea in una nota la lista Ferrari Sindaco –. A chi ci accusa di ritardo, rispondiamo che ci siamo presi il tempo necessario per perfezionare l’atto dal punto di vista amministrativo, politicamente lo avremmo voluto votare il primo giorno utile». E ancora: «Piombino chiede da troppo tempo le bonifiche del Sin. Per questo stiamo richiamando la politica nazionale affinché si interessi realmente della condizione ambientale del nostro territorio».
Anche Lavoro & Ambiente celebra il risultato. «Non abbiamo mai dubitato sulle capacità di questa amministrazione che con ostinazione si è attivata nei confronti della Regione per riottenere la titolarità della bonifica delle due discariche di Poggio ai Venti, dismesse e abbandonate nonostante ci fossero da anni le risorse necessarie per bonificarle. Arriverà l’iter necessario per la loro chiusura: atti concreti a dimostrare chi realmente vuole bonificare questo territorio». —
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