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«Tutto molto interessante ma anche molto vago»
piombino
«Scetticismo». È questo il giudizio a caldo dei rappresentanti Uglm dopo la presentazione del piano industriale di Jsw Steel Italy. Con l’auspicio che «sia fugato» nell’incontro del 23 settembre.
«Il vice presidente Carrai ha confermato che il piano si svilupperà in 2 fasi – prosegue la nota del sindacato –. A breve prevede investimenti per circa 30 milioni sui 3 treni di laminazione per ammodernamento ed efficientamento, più altri 30 sull’impianto “tempra”. Oltre ad altri investimenti, per un totale di circa 82 milioni di euro». Fase che «dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del 2021 e dovrebbe portare ad avere margini positivi di fatturato». La fase 2 «si svilupperà tra il 2021 e il 2025. Comprende la costruzione di un forno elettrico, un rigassificatore e investimenti sull’energia (Creon) per avere gas a basso costo. Entrerà anche Fincantieri per la produzione di piccoli traghetti e imbarcazioni per dragare i fondali».
La segreteria provinciale Uglm e il delegato Rsu Jsw ritengono «tutto molto interessante e suggestivo ma anche ancora molto vago. Nessuna menzione su bonifiche o smantellamenti come non è stato chiarito come sarà impiegato il personale da anni in Cig a zero ore. Ci si è limitati a dire che nessuno sarà licenziato e che l’intento è quello di fare tornare a lavoro tutto il personale». E ancora: «Abbiamo ricordato che a Piombino ci sono migliaia di lavoratori in Cig a zero ore da più di 5 anni, che non ce la fanno più ad andare avanti con 800 euro al mese. E se lo scenario che abbiamo davanti è quello di altri 5 anni di Cig, la situazione diventerà presto esplosiva e incontrollabile. Abbiamo proposto, di fronte a tempistiche ancora lunghe, di poter iniziare a valutare uscite volontarie e altri incentivi, come accaduto a Taranto». E concludono: «Apprezziamo sicuramente le intenzioni di Carrai di non voler licenziare nessuno, ma se nel precedente piano di Jindal del 2018 si prevedeva l’impiego di 1500 lavoratori, a fronte di un piano che comprendeva ben 3 forni elettrici e due nuove linee di laminazione, ci riesce veramente difficile pensare che con 1 solo forno elettrico in previsione, possano essere reimpiegati, seppur valutando la diversificazione, tutti i 1872 lavoratori in organico». —
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