Il Tirreno

le segnalazioni  

A scuola distanziati, ma suonata la campanella troppi assembramenti

A scuola distanziati, ma suonata la campanella troppi assembramenti

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO

Ingressi contingentati. Mascherine obbligatorie in caso di spostamenti all’interno delle classi e negli altri spazi degli edifici scolastici. Divieto persino di scambiarsi penne, fogli e di andare al bagno più di uno alla volta. Sono solo alcune delle regole ferree (e faticose) che gli studenti elbani e non devono rispettare per garantire la sicurezza e per limitare la possibilità di contagio. Regole che il personale scolastico, con abnegazione, sta cercando di far rispettare. Dentro le scuole, dicevamo. Sì, perché fuori la situazione osservata da lunedì scorso ad oggi è molto diversa, come testimoniano le numerose segnalazioni inviate alla nostra redazione. A bordo degli autobus (Ctt Nord ha aumentato il parco macchine con cinque bus in più) i ragazzi devono indossare le mascherine e stare seduti al proprio posto. Ma l’ordine che c’è a bordo non è lo stesso a cui assistiamo nel piazzale di viale Elba prima che i ragazzi salgano sui bus. Ogni mattina si vedono tanti studenti senza mascherine sotto il porticato all’esterno delle biglietterie e fuori dai bar della zona, non distanziati. E assembrati al momento di salire sull’autobus. Tutto questo senza controlli né di forze dell’ordine, né di volontari. Il primo giorno di scuola, a Concia di Terra, si aveva una rappresentazione plastica di due realtà agli antipodi. Poco prima della prima campanella, ai piedi della strada che porta all’ingresso del professionale, gruppi di ragazzi (per lo più senza mascherine e non distanziati), alcuni minuti gli stessi studenti mascherinati, suddivisi in gruppi e che in fila indiana entravano in classe dopo essere stati chiamati dal personale scolastico. Una doppia realtà che, in particolare nell’ambiente scolastico, inizia a creare qualche fastidio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera