Il Tirreno

«I bambini hanno bisogno del sorriso e della vicinanza»

M.M.
«I bambini hanno bisogno del sorriso e della vicinanza»

Patrizia Luchini è maestra, insegna alle elementari da quarant’anni Al suono della campanella accoglierà i bambini di una classe prima 

3 MINUTI DI LETTURA





Il sorriso per rassicurare i bambini. È il punto fermo, anche se delle volte dovrà nasconderlo dietro una mascherina. Alla prima campanella la maestra Patrizia Luchini accoglierà bambini di cui dovrà catturare fiducia e attenzione. Una prima elementare dell’Istituto comprensivo Pietro Mascagni di San Vincenzo, dove la sfida parte dall’accoglienza. Conoscersi, varcare la soglia dell’aula. Dare forma alla classe. Alle difficoltà di sempre si aggiungono le misure di contenimento del rischio di contagio da covid-19. «Ci dovrà accompagnare tanto buonsenso – afferma la maestra –. L’esperienza ci dice che i bimbi hanno bisogno del contatto, del sorriso e della vicinanza. Torno a scuola con tantissima volontà, sperando che tutto possa procedere in modo abbastanza lineare, anche se non sarà facile».

Alle spalle la maestra Luchini ha l’esperienza di quarant’anni d’insegnamento. Sarà una rivoluzione fin dal primo giorno. «I genitori non devono entrare in classe, ma ci saranno bambini che avranno difficoltà a separarsi da loro – dice –. A marzo c’è stato il distacco dalla materna e quest’anno le loro maestre non li possono accompagnare il loro primo giorno di elementari».

Ogni giorno sarà diverso dal precedente, più che nel passato. «Dovremo fare in modo che i bambini stiano bene a scuola, che siano sereni. Poi vengono il libro, il quaderno e tutto il resto di conseguenza. È da sempre la mia regola base. Ma sarà più complicato. Per esempio, con chi la mattina all’ingresso fatica a lasciare la mano della mamma o del babbo. Mi auguro che sia solo un po’di paura prima dell’inizio e che tutto vada per il meglio». E aggiunge: «I bimbi sono vivi, portano con sé un bagaglio di esperienze, problemi e gioie che se riusciamo a condividere in classe sarà veramente un successo. E allora avremo centrato l’obiettivo dello stare bene a scuola».

La premessa per un anno in classe sono le regole. «Ci atterremo rigorosamente alle linee guida e al protocollo che è stato stilato dall’Istituto. Il responsabile della sicurezza ci ha rinfrescato la mente su ciò che possiamo e non possiamo fare, sull’uso delle mascherine e la distanza da rispettare. E rispettando il distanziamento almeno da lontano le mascherine si possono evitare. Specialmente con i bimbi piccoli questo è importantissimo. Vedere come si apre la bocca per pronunciare un suono. Accertare una difficoltà ortografica. Avere il viso tappato con la mascherina renderebbe la cosa più difficile. Peggio che mai se ci dovessero chiudere e finissimo a fare lezione sul monitor di un computer». Che aggiunge: «I bambini indosseranno la mascherina nei momenti in cui ci sarà maggiore vicinanza, non in classe. Ci sono state date indicazioni anche per la ricreazione. Mangeranno all’aperto, ma arriveranno la pioggia e il freddo e allora servirà anche un po’ di elasticità. Non sono dei manichini, ci dovrà accompagnare tanto buonsenso».

Catturare l’attenzione di chi siede ai banchi. Tutti rigorosamente distanziati. Ma sapendo che le armi a disposizione non sono quelle di sempre. «Bisognerà veramente trovare come interessarli. La didattica va rivista. Non sappiamo nemmeno se potremo attaccare i cartelloni in classe. Ma quando insegni, specialmente con il metodo sillabico, il cartellone con la letterina e la sillaba aiuta tanti bambini. In alternativa vedrò di fare la maestra sandwich perché bisogna che vedano la lettera com’è disegnata su un foglio».

Restando alle cose pratiche c’è la questione dei quaderni. «Ci è stato spiegato che sulla carta il virus rimane per tre ore, poi perde di virulenza. Quindi, anche la correzione dei compiti è meglio se fatta in classe, anziché portare i quaderni avanti e indietro come abbiamo sempre fatto». E il corredo scolastico, libri e quant’altro che veniva tenuto in classe? «Dovranno portarlo avanti e indietro da casa, perché sotto il banco non si può lasciare nulla. Anche i libri non si possono lasciare a scuola. Già negli anni passati il carico sullo zaino dei bambini era sempre molto, figuriamoci ora. Cercheremo di fare un orario dettagliato affinché portino l’essenziale ogni giorno. È necessario per ridurre il peso dello zaino». — M.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web