Il Tirreno

san vincenzo 

Bayahibe, sulla concessione c’è una diffida al Comune

Bayahibe, sulla concessione c’è una diffida al Comune

Richiesta inviata dai circoli Legambiente, Presidio Libera e un gruppo di cittadini «Abusi edilizi e violazioni di leggi, il Codice della navigazione prevede la revoca»

3 MINUTI DI LETTURA





san vincenzo

Diffida al Comune di San Vincenzo per chiedere la revoca della concessione demaniale di via del Tirreno alla società Acquachiara a cui fa capo lo stabilimento balneare Bayahibe. La richiesta porta la firma di un gruppo di cittadini insieme ai Circoli di Legambiente Val di Cornia e Costa Etrusca e al Presidio di Libera “Rossella Casini” di San Vincenzo e Castagneto Carducci. «L’azione – affermano i firmatari – nasce dal ripetersi conclamato e sanzionato di abusi e illegalità che i titolari di quella concessione hanno compiuto negli anni. Siamo convinti che sia necessario sempre il rispetto delle leggi e regolamenti, a maggior ragione quando questi riguardano beni pubblici come in questo caso: spiagge, litorali, dune, mare».

La storia del Bayahibe registra anche la sentenza del Consiglio di Stato che ha ordinato la demolizione della struttura per le sostanziali difformità tra il progetto autorizzato dalla Soprintendenza e il permesso a costruire rilasciato dal Comune. «Prima e dopo la demolizione della struttura in cemento e acciaio la proprietà ha installato ogni anno una struttura in legno con autorizzazione temporanea, sempre carente della documentazione necessaria al rilascio dell’agibilità e a più riprese sanzionata dal Comune per il mancato rispetto delle tempistiche di demolizione – sottolineano –. Le ordinanze di demolizione però avevano scadenza di 90 giorni per cui la proprietà ha sempre avuto la possibilità di terminare la stagione turistica. Quest’anno solo l’intervento della Procura della Repubblica di Livorno ha messo fine al ripetersi degli abusi edilizi ed ha evidenziato la reale misura di questi ultimi, apponendo i sigilli alle strutture lo scorso 8 agosto». E sottolineano: «Ciò che sorprende è che lo stesso proprietario abbia ammesso la propria piena consapevolezza di agire contro la legge, costruendo negli anni delle strutture abusive in quel tratto di spiaggia, ma giustificando il proprio comportamento con la necessità di offrire un servizio ai turisti. Ci preoccupa poi che alcuni cittadini abbiano raccolto delle firme a sostegno di questo ripetersi di abusi, per la necessità, hanno affermato, dei servizi sulla spiaggia, come se a San Vincenzo ne mancassero, anche a pochi metri di distanza».

Per i firmatari della diffida «su queste prese di posizioni fa rumore il silenzio tenuto dall’amministrazione comunale, come se si trattasse di mere vicende tecniche e burocratiche. Nel nuovo Piano spiaggia, tra l’altro, viene riproposta la concessione del Bayahibe tale e quale, come se niente di illegale vi fosse accaduto in questi anni. Abbiamo quindi ritenuto necessario richiamare l’amministrazione alle proprie responsabilità: il Codice della navigazione, oltre a prevedere le condizioni e modalità di rilascio, indica chiaramente quali sono quelle per le quali una concessione può essere revocata. Gli abusi edilizi, le violazioni di leggi e regolamenti delle quali la proprietà si è resa responsabile e per le quali è stata sanzionata rientrano nei casi in cui la giurisprudenza ritiene che la revoca sia un atto dovuto». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web