Il presidio
Appello a tutti i consiglieri «Scegliamo con i cittadini»
Pd e Anna per Piombino confermano il voto contrario alla variante urbanistica «Auspichiamo che si chiuda la campagna elettorale permanente sui rifiuti»
piombino
Nessuna sorpresa. Confermano il voto contrario i consiglieri dei gruppi Partito democratico e Anna per Piombino sulla variante Rimateria che arriverà in consiglio comunale il 16 settembre per l’approvazione. Un voto al netto della variabile del numero legale per la validità della seduta considerato le fibrillazioni tra i banchi della maggioranza e il susseguirsi di appelli a serrare le fila che potrebbe far saltare il passaggio in aula. Del resto, che ci sia più di un mal di pancia lo conferma la crisi di giunta che si è consumata con la cacciata dell’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Gelichi e le dimissioni del collega al Bilancio Paolo Ferracci.
«A pochi giorni dal consiglio comunale abbiamo finalmente ricevuto e potuto studiare tutta la documentazione relativa alla variante Rimateria – affermano i due gruppi consiliari d’opposizione –. Un procedimento urbanistico complesso di cui abbiamo già contestato il metodo assolutamente non partecipato, in palese contrasto con le norme, e che ha di fatto escluso i cittadini e perfino i quartieri dalla necessaria condivisione». Che aggiungono: «Sarebbe stato, al contrario, fondamentale per tutti formarsi un’idea, scevra da posizionamenti strategici e politici, di benefici e rischi di questa scelta di cui si discute da mesi. I benefici per quello che abbiamo potuto vedere noi sono assenti. Mentre molti sono i rischi. Abbiamo anche sentito le ragioni dell’ex assessore Gelichi che lo hanno portato a essere estromesso dalla giunta proprio per la sua contrarietà alla variante. Peccato non aver potuto ascoltare l’assessore Ferracci, uomo di comprovata esperienza nei bilanci e nei numeri. Ha lasciato la giunta nonostante, particolare non da poco, non sarebbe stato neanche chiamato a rispondere di eventuali danni economici al Comune in quanto assessore e non consigliere. Evidentemente le sue dimissioni sono frutto di una riflessione tutta centrata sul bene pubblico».
I gruppi Pd e Anna per Piombino ritengono i benefici legati all’approvazione della variante «irrilevanti. La Regione Toscana con due distinti provvedimenti ha già cancellato il precedente piano industriale che prevedeva un aumento consistente dei volumi di discarica. Nel frattempo, sono andati avanti i lavori di messa in sicurezza e di copertura integrale della discarica». Ed evidenziano, invece, i rischi. Due su tutti. «Quello ipotizzato dal ragione capo del Comune Nicola Monteleone: il dissesto finanziario dell’ente a fronte della causa promossa da Navarra. Dissesto finanziario che significherebbe: zero esenzioni per le tasse comunali, zero contributi per gli affitti, zero agevolazioni per mense scolastiche e pulmini scolastici e così via. In aggiunta all’aumento di tutte le tasse comunali a partire dalla Tari e dall’Imu. Un disastro. Soprattutto per chi già, e sono molti purtroppo in città, vive situazioni di difficoltà». Il secondo è il rischio ambientale «derivante da un tracollo e relativa chiusura della discarica Rimateria. Un pericolo incalcolabile, quello sì a danno della salute pubblica».
Tracciato il quadro con cui i consiglieri il 16 settembre saranno chiamati ad approvare la variante Rimateria «confermiamo il nostro “no” convinto alla variante e speriamo che prevalga il buon senso in tutti i consiglieri comunali. Gli unici titolati a compiere scelte di pianificazione urbanistica». Ed auspicano che «il giorno dopo» si possa «finalmente chiudere la campagna elettorale permanente sui rifiuti e scegliere, insieme ai cittadini, quale strada percorrere senza danni per nessuno. Senza danni per Piombino e per i piombinesi». —
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