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«Un anno senza una visione sul futuro della nostra città»

«Un anno senza una visione sul futuro della nostra città»

Bartolini punta il dito sulla mancata approvazione degli strumenti urbanistici Il bilancio della lista uscita dalla maggioranza: «Tolti gli spot la politica dov’è?»

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«È evidente che Ascolta Piombino vada all’opposizione, del resto che la lista fosse fuori dalla maggioranza l’ha declamato il sindaco quando mi ha buttato fuori dall’ufficio enunciando a tutti i consiglieri l’esonero del nostro assessore Riccardo Gelichi. Il sindaco ha deciso, e se ha deciso lui, gli altri si adeguano». Così la portavoce di Ascolta Piombino, Monica Bartolini, tira le fila della crisi di giunta che si è consumata sulla variante urbanistica sulle aree Rimateria, che ha portato alle dimissioni dell’assessore al Bilancio Paolo Ferracci e alla cacciata di quello ai Lavori pubblici Gelichi.

«Sulla variante si è espresso Gelichi molto chiaramente, ma non era il solo problema di questa maggioranza – sostiene Bartolini –. Ascolta Piombino si è opposta al Pd nel 2009 dicendo che gli strumenti urbanistici non erano adeguati alla crisi imminente, poi nel 2014 dicendogli che doveva lavorare sulle varianti al Regolamento urbanistico per creare le condizioni di un rilancio economico del territorio». Dall’estate 2019 il governo della città è in mano alla maggioranza che sostiene il sindaco Francesco Ferrari. «È passato un anno e l’urbanistica, il posto dove si decidono le sorti dell’imprenditoria piombinese, è rimasta piantata su una variante inutile, fra pareri e controdeduzioni, senza fare un passo in avanti sulla pianificazione strategica. Infatti, sarà avviato il Piano operativo, ex Regolamento urbanistico, sul Piano strutturale del 2007, nemmeno quello depositato dalla giunta Giuliani del 2018, ed è un vero inaccettabile paradosso. Non siamo riusciti nemmeno ad adottare il nuovo Piano strutturale, ma nemmeno c’è stata una discussione in merito».

Bartolini mette in fila una serie di domande. «Qual è la visione della politica di centrodestra piombinese? – chiede – Qual è il dialogo intrapreso con le aziende del territorio? Quali indirizzi stanno tracciando dentro l’Autorità di sistema del porto? Quale strategia sulla rigenerazione urbana delle aree ex industriali? Quale obiettivo per sanare aree come le Fabbricciane e Torrenuova? Quale sarà il destino dell’ex Centrale Enel? E Baratti? La Sterpaia? La costa urbana e il turismo dentro la cinta urbana? Non diciamo cosa è stato fatto, ma almeno pensato per creare servizi e strutture propedeutici al turismo, oltre a spendere 251mila euro in eventi in periodo covid. Abbiamo un disegno di rilancio per la Parchi?». Sono domande che «non dovrebbe fare una componente politica appena uscita dalla maggioranza, ma di questa roba nemmeno si è mai discusso. Tolti gli spot, la politica dove è? Quando la politica è apparsa ha parlato di poltrone, un po’ limitante come visione. Dove sono i liberali? Oggi prevale una brutta sintesi di conservatorismo che salta dalla destra sociale alla sinistra radicale». —

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