Il Tirreno

dopo il lockdown 

Un’estate da record per i campeggi

Luigi Cignoni
Un’estate da record per i campeggi

Boom di presenze da giugno in tutte le strutture elbane Coppola (Faita): «I turisti si sentono molto più sicuri»

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PORTOFERRAIO

È l’estate del turismo en plein air. È la rivincita (ma che rivincita!) delle strutture ricettive all’aperto, in particolare di camping e del turismo di prossimità, nei confronti di tutte le altre forme di ricettività che fino all’altro anno erano andate per la maggiore. Siamo testimoni di una nuova tendenza imposta dal Covid. La reazione, questa volta nel segno positivo, alla pandemia che ha seriamente contratto le entrate finanziarie delle famiglie italiane, obbligandole per mesi a restare in casa per il lockdown e che, per contrappasso, ha fatto esplodere invece il desiderio di vacanze all’aria aperta. Preferibilmente su un’isola. Meglio se a portata di mano (com’è l’Elba). La quale, essendo isola, è separata dal continente. Distante al punto giusto. Quindi più sicura di altre località balneari della Penisola. Tutti valori aggiunti che in un modo o nell’altro hanno contribuito a far registrare, proprio quest’anno così tragicamente contrassegnato dagli effetti del coronavirus, il boom dei campeggi. Alle forsennate cancellazioni documentate fra marzo, aprile e fino a maggio si è verificata, da giugno, una valanga di prenotazioni. Mai riscontrate. Cifre da record. Da rappresentare la pietra di paragone per le prossime stagionalità. Una moneta con due facce differenti. Difficile che le medesime situazioni circostanziali si possano ripetere nei prossimi anni. Sta di fatto che gli italiani stanno privilegiando soluzioni dove si possano trascorrere le ferie all’aperto, cercando di venire in contatto con il minor numero possibile di persone, magari sotto una bella pineta come quella a Lacona. Ecco preferite allora le aree attrezzate in cui sostare con caravan di ultima generazione. Ma sono ricercatissimi anche i campeggi con piazzole per tende, roulotte o camper. Giovani in maggioranza. Ma anche meno giovani.

«Il mese di agosto – dice Luigi Coppola, consigliere regionale della Faita che lavora in una struttura di Lacona – è stato contraddistinto da una massiccia presenza di ragazzi. Che ha interessato anche la prima decade di settembre. Con l’approssimarsi poi delle riaperture delle scuole nelle diverse regioni abbiamo avuto invece una presenza di nuclei familiari con figli di pochi anni; oppure clienti anziani. E questa circostanza si riscontrerà per tutto questo mese fino a ottobre».

Insomma l’estate 2020 sarà ricordata come la stagione vissuta outdoor. Campeggi e i villaggi vacanza schizzano ai vertici delle preferenze italiane (e non solo). «Il camping – continua il consigliere regionale Faita – è sentito come un’alternativa più sicura rispetto ad altre destinazioni ricettive. Fare campeggio permette di mantenere il distanziamento sociale, la norma prevista dal governo per contrastare la diffusione della pandemia». In più da considerare la prontezza di reazione dei gestori di campeggi elbani nel garantire ai propri clienti la sicurezza, provvedendo alla sanificazione degli spazi loro concessi. «Una qualità aggiunta – conclude Coppola – la chiave di volta che sta salvando il 2020, grazie a tutte le procedure messe in campo per consentire agli ospiti di vivere le vacanze estive in tutta sicurezza». Tanto impegno alla fine ha premiato. —



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