Il presidio
Covid, quei mesi in prima linea «Vivevamo dentro un incubo»
I sanitari di Bergamo ospiti per una settimana del Comitato Costa Etruska Domani la giornata conclusiva dell’iniziativa nella cornice del Paradù
san vincenzo
«Da quel venerdì 21 febbraio la situazione è cambiata drasticamente – dice Silvia Canini della direzione medica dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo –. All’improvviso ci siamo trovati a vivere un incubo e a gestire una situazione mai accaduta prima nel nostro ospedale». È di quel giorno la notizia della prima persona contagiata da covid-19 a Codogno. La dottoressa fa parte del gruppo di operatori sanitari dell’ospedale bergamasco che ha aderito all’iniziativa del Comitato Costa Etruska, ospiti in questi giorni per una vacanza donata dagli imprenditori dell’associazione. Soggiorno che è anche l’occasione per parlare con chi ha vissuto in prima linea quelle settimane drammatiche.
Pazienti in continuo aumento, reparti da riorganizzare per accogliere i contagiati da covid-19 e tenere lontani i degenti che non avevano contratto il virus. «Durante quel weekend – racconta la dottoressa Canini – siamo stati convocati dalla Regione Lombardia e da lunedì 24 febbraio abbiamo iniziato a lavorare senza sosta. Ci riunivamo due volte al giorno per fare il punto della situazione perché dovevamo riorganizzare i reparti, e non solo. Sono stati attivati corsi di formazione per preparare gli operatori non specializzati in pneumologia e malattie infettive a trattare i pazienti contagiati». Che aggiunge: «Ci siamo tutti rimessi in gioco: il 29 marzo siamo arrivati a 550 posti letto covid sui 900 totali. Nulla è stato semplice: dovevamo quotidianamente affrontare situazioni differenti e anche il clima emotivo non era dei migliori. Si ammalavano amici, parenti, colleghi e poi c’erano le nostre famiglie a casa a cui pensare».
La settimana di vacanza in Costa Etrusca è servita per staccare la spina e vivere giornate finalmente spensierate, anche se quei ricordi restano impressi nella memoria.
«Quando dalla direzione dell’ospedale mi hanno informato dell’iniziativa del Comitato Costa Etruska sono rimasta sorpresa, ero molto contenta – sostiene Maddalena Ferrari, coordinatrice infermieristica dell’ospedale Giovanni XXIII –. Non conoscevo bene questa parte della Toscana e ne sono rimasta affascinata. Stiamo vivendo giornate bellissime e per questo voglio ringraziare di cuore sia il comitato che gli imprenditori che hanno preso parte al progetto».
La coordinatrice infermieristica è stata per settimane nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale bergamasco. «Lavoravamo con grande sacrificio – racconta Ferrari –: i dispositivi di protezione che dovevamo indossare ci causavano grandi disagi e quando finalmente potevamo toglierli rimanevano i segni». Che aggiunge: «Ho visto purtroppo pazienti non farcela, ma c’è stato anche chi ha sconfitto il virus e per noi è stata una gioia immensa. Abbiamo vissuto momenti difficili: i pazienti arrivavano in condizioni gravi e peggioravano nel giro di pochi minuti».
Adesso è tempo di viversi la vacanza in Costa Etrusca. «Sapere che qualcuno ha pensato a noi ci gratifica – dice la dottoressa Canini –: ci hanno chiamato eroi, ma credo che tutti nelle nostre condizioni avrebbero fatto lo stesso».
Venerdì 11 settembre nella cornice del Paradù Eco Resort a Castagneto Carducci gli operatori sanitari dell’ospedale di Bergamo incontreranno gli imprenditori del Comitato Costa Etruska per la festa di chiusura. L’iniziativa ha preso il via il 5 settembre con l’arrivo di più di cinquanta operatori, ospiti del Comitato che ha regalato loro una vacanza come simbolico ringraziamento per l’impegno nel contrastare la pandemia di covid-19 in una delle realtà italiane più colpite dalla pandemia. «Potremo ringraziare di persona chi ci ha fatto questo meraviglioso regalo», dicono a una sola voce Silvia Canini e Maddalena Ferrari. —
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