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Ampliamento della miniera, l’allarme di Legambiente

Ampliamento della miniera, l’allarme di Legambiente

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PORTO AZZURRO

Iniziato l’ampliamento nella miniera Eurit della Crocetta. L’allarme viene lanciato dagli ambientalisti elbani che sarcasticamente ironizzano quando affermano che, nel cuore dell’Elba, una collina elbana viene spianata per farne polvere. Un intervento che Legambiente arcipelago toscano definisce uno scempio. Intanto si domanda: «Le amministrazioni comunali, i comitati e le varie associazioni non hanno niente da dire?». Ad attirare l’attenzione del Cigno Verde è stato il persistente rumore di un escavatore in quella parte del territorio di Porto Azzurro. Cui ha fatto riscontro invece il silenzio assordante di tutti coloro che dovrebbero occuparsi della gestione e salvaguardia del territorio. «Con l’apertura del cantiere – aggiungono gli ambientalisti – si sarebbero dovuti preoccupare. Invece niente». Secondo l’osservatorio di Legambiente è appena iniziata la distruzione di una collina elbana utilizzando la tecnica del mountaintop removal, cioè eliminando la cima di un’area panoramica che sovrasta Lido di Capoliveri e Porto Azzurro. «Si tratta – spiega l’associazione – di un’operazione industriale estrattiva, arcaica, brutale e che avrà un fortissimo impatto paesaggistico anche su Portoferraio e Capoliveri. Tanto che era stata negata la valutazione di incidenza. Un escavo e un ampliamento a cielo aperto avviene mentre le ferite della miniera del Buraccio restano aperte in attesa di un vero ripristino ambientale. La rimozione della cima di una collina che distruggerà parte di una rete sentieristica che andrebbe invece fatta conoscere e valorizzare, che avrà un pesantissimo impatto sull’ambiente, la biodiversità, l’assetto idrogeologico e le aziende agricole e turistiche dell’area. Resteranno però alcuni ciuffi di sughere secolari, che le ruspe non potranno spianare, circondate da un deserto bianco e polveroso. Il tutto avviene nell’imbarazzante silenzio (o con la volonterosa complicità) delle amministrazioni comunali, della politica pavida con i forti, dei comitati e delle associazioni, evidentemente troppo impegnati a parlare di sviluppo sostenibile». —

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di Redazione web