Il presidio
«Variante Rimateria, la giunta si arrampica sugli specchi»
PIOMBINO
«La variante Rimateria va in Consiglio il 16 settembre, tre giorni prima del voto alle Regionali e nel frattempo assistiamo al riesumare delle vecchie polemiche e accuse in merito alla questione rifiuti. È palese la strumentalizzazione a fini elettorali, tuttavia le regole e la prassi istituzionale non dovrebbero mai venire meno. Ma questo non è nelle corde del sindaco e di questa maggioranza».
Così i gruppi consiliari Pd e Anna per Piombino, critici anche sul fatto che «la Quarta commissione è convocata il giorno 8 settembre alle 12, in streaming. Ci chiediamo perché in streaming, visto che il consiglio comunale l’ultima volta si è svolto in presenza e perché alle 12, quasi a intimare i consiglieri di opposizione a non discutere. Discussione resa ancor più complicata visto che la relazione e le contro-deduzioni (51 pagine) sono stati trasmessi soltanto a 5 giorni dalla convocazione. Avevamo anche chiesto copia – prosegue la nota – del parere legale sulle osservazioni, visto che il Comune ha speso soldi pubblici per affidare l’incarico. Nessuna risposta. I Quartieri, un dibattito pubblico e informato sono spariti dai radar di questa amministrazione, in barba alla trasparenza e partecipazione. Così come nessuna informazione fino a oggi è stata data, né ai Quartieri né al Consiglio sul piano operativo, lo strumento che andrà a pianificare il futuro del territorio. Dopo la farsa del “Patto per Piombino”, sul futuro economico della città e sulla pianificazione urbanistica è calato nuovamente il silenzio».
Secondo i due gruppi consiliari di centrosinistra «da una prima lettura delle correzioni alla Variante che si appresta a essere discussa, si denuncia un passo indietro rispetto alla baldanza con cui si proclamava lo “stop al raddoppio”, che di fatto già la Regione aveva impedito. Infatti, sembrerebbe che i rifiuti autorizzati precedentemente possano essere conferiti. Parco, area verde e conferimento rifiuti già autorizzati. Suona un po’ come un’arrampicata sugli specchi! Insomma, ci vorremmo tanto sbagliare ed essere smentiti, ma questo ci pare il solito film; alla faccia della propagandata trasparenza si procede nel modo solito, al chiuso delle stanze, alla faccia delle regole democratiche e delle procedure consolidate, solo per nascondere l’assoluta mancanza di una concreta strategia». —
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