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Undici mesi per ottenere un’ecografia addominale
La vicenda di una donna piombinese per la quale erano stati chiesti test urgenti «E non riesco nemmeno a fare un esame citologico: non ci sono contenitori»
PIOMBINO
Un appuntamento fissato per il 21 luglio 2021, 11 mesi dopo la visita al pronto soccorso di una donna che si era fatta visitare d’urgenza per una perdita di sangue dalla vagina.
In realtà al pronto soccorso dell’ospedale Villamarina, dopo la visita ginecologica, proprio per la serietà della situazione, avevano disposto per il giorno successivo una visita all’ambulatorio urologico per effettuare i necessari accertamenti.
«Dopo questa visita – racconta la signora piombinese in una lettera al Tirreno – mi è stata prescritta, su apposita ricetta una ecografia addominale che il medico ha richiesto con priorità entro 30/60 giorni».
Ma da lì in poi le cose si sono complicate e ancora a oggi non è stata trovata una soluzione: «Dopo lunga attesa al telefono per richiedere questo servizio – scrive la donna nella lettera al nostro giornale – mi è stato riferito che la priorità non è applicabile e il primo appuntamento utile per Piombino è per il 21 Luglio 2021. L’attesa di 11 mesi per una ecografia addominale (sperando di non morire prima) è una cosa veramente assurda. Vorrei conoscere le statistiche e gli indici di utilizzo degli apparati ecografici in dotazione e sono sicuro che i numeri danno la vera immagine di efficienza. Su tutti i giornali si leggono encomi per la nostra sanità ai primi posti in italia. Mi immagino le attese degli ultimi».
«Successivamente sono stato contattata da una persona incaricata dall’assessore Saccardi – prosegue la donna – per conoscere il problema e cercare di risolverlo senza ottenere a oggi alcun risultato».
Al problema, non ancora risolto, se ne sono aggiunti altri: «A integrazione degli accertamenti – scrive ancora la signora – mi era stato richiesto anche un esame citologico per il quale oggi mi sono recata in ospedale per ritirare i contenitori necessari: ma nell’ospedale di una città di 39000 abitanti sono sprovvisti di questo materiale che dovrà arrivare (chissà quando) da Pisa. Mi viene suggerito di rivolgermi al Perticale, “forse lì ci sono”, così mi hanno detto)».
«Mi rivolgo al Perticale dove faccio lo screening già fatto a Villamarina per il Covid e richiedo i contenitori: negativo, non ci sono contenitori per l’esame citologico, e ricordo che serve per la ricerca di cellule neoplastiche. È veramente vergognoso – conclude la lettera – che ci siano queste situazioni». —
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