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«Stop al mega impianto Felici di aver vinto»
Ferrari e bezzini sul fotovoltaico in bocca di cornia
PIOMBINO
«La Regione ha accolto le ragioni del Comune e dunque la Solar Energy Sette, che aveva presentato domanda per la realizzazione di un impianto fotovoltaico della potenza di 33, 830 megawatt in località Bocca di Cornia, dovrebbe adesso avviare un complesso processo di autorizzazione regionale unica. Il rischio di veder realizzato quell’imponente impianto all’ingresso della città è definitivamente tramontato».
È quanto sostiene l’amministrazione in una nota che ricorda come «i pannelli avrebbero interessato una superficie di circa 64 ettari in un’area a forma triangolare, compresa tra la Ss 398 ed il Fosso Cornia Vecchia a ovest, la Sp 40 della Base geodetica a sud ed il fiume Cornia ad est. Era prevista la posa di 76. 024 pannelli in silicio, posti su strutture metalliche di altezza massima di oltre 2 metri». Oltre al Comune di Piombino, si era espressa negativamente anche la Soprintendenza ed erano altresì state presentate 6 osservazioni da parte di privati, mentre i contributi tecnici istruttori degli uffici regionali, di Arpat, della competente Azienda Usl e di Irpet non mettevano in evidenza motivi ostativi alla realizzazione del progetto. Anche dopo le controdeduzioni presentate dalla società, il Comune e la Soprintendenza – si prosegue – hanno insistito con i pareri negativi (pur nella consapevolezza che l’impianto proposto ricadeva in una zona giudicata dalla Regione, nel Piano ambientale ed energetico, idonea per la realizzazione di questo tipo di impianti) sulla base di motivazioni economiche, ambientali e territoriali che chiamavano in causa l’impatto col Promontorio di Populonia».
«Felici di aver combattuto e vinto questa battaglia – affermano il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore all’Ambiente Carla Bezzini –: sembrava che ormai i giochi fossero fatti... Ed invece non ci siamo arresi ed abbiamo elencato tutte le criticità che la realizzazione di quell’impianto avrebbero determinato, a partire dall’impatto visivo per una città che deve riqualificarsi e puntare anche al turismo, per poi passare ai riflessi legati alla perdita di terreni agricoli. Crediamo che le fonti energetiche alternative siano il futuro su cui puntare ma il fotovoltaico deve coprire i tetti e non deturpare e consumare i nostri preziosi terreni, base di una cultura agricola da rivitalizzare e di cui essere orgogliosi». –
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