Italia
Il biologo Nurra si immergerà per testare la salute del mare
L’obiettivo è ricercare gli ultimi esemplari vivi di Pinna Nobilis allo Scoglietto Intanto prende forma una stupenda collezione di conchiglie di Roberto Mannocci
Torna alla ribalta Nicola Nurra di recente protagonista sul Tirreno, quale uno dei “ragazzi in gamba” di viale Elba. Il biologo marino che insegna all’Università di Torino è ora sulla sua isola in vacanza e ne ha approfittato per fare un turismo “operoso”, in quanto non riesce a non impegnarsi, tanta è la sua passione per il mare. Due le sue azioni: una è stata dedicata alla memoria di Roberto Mannocci, suo zio, purtroppo di recente scomparso.
Il professore portoferraiese con una carriera accademica in corso a Torino, vuole valorizzare una stupenda collezione di conchiglie che il compianto parente, in passato comandante dell’aliscafo, aveva realizzato nel tempo.
L’altra sua missione in vacanza è quella di monitorare l’ambiente marino e sta attendendo dalla Capitaneria di porto le autorizzazioni per fare alcune immersioni.
«Certo – spiega il biologo marino portoferraiese e docente universitario – a breve dovrei avere l’autorizzazione della Capitaneria di porto per svolgere immersioni subacquee scientifiche, nell’area di tutela biologica Le Ghiaie – Lo Scoglietto. Sono finalizzate alla ricerca di esemplari ancora viventi di Pinna nobilis, mollusco bivalve ormai minacciato di estinzione. Ho ricevuto l’incarico dal mio dipartimento torinese di effettuare questo monitoraggio e il Comune di Portoferraio mi ha rilasciato una settimana fa il nulla osta per questa attività di ricerca». In questi anni non sono mancate le segnalazioni relative alla moria di questi esemplari, una volta molto presenti nel nostro mare.
Intanto Nicola, esperto sub, ha fatto qualche immersioni allo Scoglietto e alla secca di Santa Lucia. «Non ho notato particolari criticità, per ora, sebbene ci sarebbe da dire qualcosa in merito agli ancoraggi ancora selvaggi che vengono fatti nell’area protetta e possono danneggiare fauna e flora. Ripeterò ancora varie immersioni dopo l’ok della Marina e quindi sarò in grado di segnalare le mie verifiche sul campo».
È per quello che riguarda la collezione di conchiglie molto rare e belle, il professore specifica che. «Sì, a breve acquisirò i file digitali della collezione davvero preziosa e di grande valore, ma che necessita di una revisione, in particolare tassonomica. Una raccolta del genere sarebbe interessante potesse essere valorizzata, è di assoluto interesse sia dal punto ecologico, naturalistico, sia collezionistico, museale. In futuro sarebbe bello poter organizzare una mostra d’intesa con il Comune o con altri enti locali per far conoscere questi reperti di rara bellezza raccolti da Roberto». –
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