Il Tirreno

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Consorzio vini e Parchi Dall’incidente all’intesa per una collaborazione

M.M.
Consorzio vini e Parchi Dall’incidente all’intesa per una collaborazione

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piombino

La cornice è quella del Caffè del Museo a Cittadella. È qui che si è svolto un incontro tra i rappresentanti del Consorzio Tutela Vini Doc Val di Cornia e quelli della Parchi Val di Cornia, per «gettare le basi di una proficua collaborazione», si legge nella nota a firma congiunta.

L’incontro è avvenuto dopo il passo falso dell’inaugurazione avvenuta il 10 agosto del Caffè del Museo. Nell’occasione, lo ricordiamo, si scelse di brindare servendo vini e spumanti della Cooperativa Vitivinicola Cellatica Gussago (Cvcg) di cui è presidente l’amministratore delegato di Parchi Val di Cornia Mauro Tognoli. Una nota stonata, al pari delle decine di casse di vino presenti nel locale su cui c’è impresso il marchio Cvcg. In pratica, Tognoli con una mano vende casse di vino e con l’altra le acquista. Si può fare? In una terra di vini qual è la Val di Cornia e dentro a una società che ha tra i suoi compiti indiretti quello di promuovere il territorio, c’è bisogno di investire sulle etichette del Franciacorta? Niente da dire sulla qualità di quei vini e spumanti, la questione è prima di tutto e solo di opportunità e stile. E ciò vale anche al netto delle eventuali condizioni di favore che il presidente della cooperativa Cvcg Tognoli ha deciso di praticare in pratica a se stesso in qualità di amministratore delegato della Parchi con funzioni di direttore generale, cosa che per legge nelle società pubbliche in house, qual è la Parchi non è consentito. Si tratta di due degli aspetti messi in luce dall’inchiesta del Tirreno, al pari dell’uso della foresteria dell’acropoli nel parco archeologico di Baratti e Populonia dove Tognoli ha di fatto preso casa e il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza con la pubblicazione sul sito della società degli atti e di altre informazioni tra cui organigramma, curriculum e indennità riservate ai membri del consiglio di amministrazione.

Guardando in avanti Consorzio vini e Parchi ricordano che «per sua natura e missione la Parchi Val di Cornia Spa ha fra i suoi compiti primari quello di dare un contributo sinergico alle attività economiche, commerciali e imprenditoriali del territorio». Sottolineando che «non solo il sistema dei parchi e musei rappresenta un’opportunità di sviluppo e di valorizzazione dei prodotti locali e delle attività presenti sul territorio, ma anche questi ultimi sono sinergici all’attività culturale della Parchi».

Dall’incontro sono emerse «modalità concrete di come il Caffè del Museo possa rappresentare un’ulteriore opportunità per promuovere e vendere i prodotti tipici del territorio, creando spazi dedicati non solo al vino ma a tutta la più vasta gamma di specialità che caratterizza quest’area: olio, miele, confetture, prodotti ortofrutticoli tipici, ecc». L’incontro si è concluso con l’intento di mettere in agenda, a breve, incontri con ciascuno degli operatori turistici ed economici del territorio, tra cui aziende agricole, strutture ricettive, ristoranti, e le associazioni di categoria per costruire insieme «un percorso chiaro, concreto e condiviso di collaborazione reciproca».

Il Consorzio Tutela Vini Doc Val di Cornia sottolinea: «Siamo lieti che i nostri spunti possano aver contribuito a un confronto costruttivo con la Parchi Val di Cornia poiché la nostra convinzione è che solo attraverso una condivisione di conoscenze ed esperienze diffusa tra gli attori, siano essi enti o soggetti privati, sia possibile un percorso virtuoso per la promozione del nostro territorio». — M.M.

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