Figurine Marinesi, in piazza Bonanno le storie di Mazzantini e Mattera
L’anteprima del libro-racconto sui personaggi indimenticati del paese
MARCIANA MARINA
Questa sera a Marciana Marina anteprima di "Figurine Marinesi", il libro che non doveva essere scritto. Dodici figurine e altre storie di Umberto Mazzantini e le foto dell’archivio di Antonio Mattera. Alle 21,30, in piazza Bonanno, Mazzantini presenta in anteprima il libro di racconti e vecchie foto "Figurine Marinesi", una serata impreziosita dalla partecipazione della scrittrice Noemi Paolini e di Tatiana Segnini che leggeranno brevi brani di questa piccola antologia di un passato minore e dimenticato e dalla proiezione di foto, a volte sorprendenti, di un Paese come era appena ieri.
Un libro nato per caso, quando in pieno confinamento da Coronavirus, Umberto si è messo a scrivere sulla sua pagina Facebook storie e ricordi dei tipi buffi, dei “matti” che popolavano La Marina e ne rappresentavano il carattere nascosto, ribelle, povero e irridente. Racconti che hanno suscitato ricordi, commenti, correzioni, mentre sulle pagine virtuali prendeva forma una strampalata squadra di 11 personaggi e dell’album che li teneva insieme: le donne. E mentre l’album delle Figurine Marinesi cresceva, aumentava anche la richiesta corale di marinesi e amici dell’Elba che le storie venissero raccolte in un libro.
Mazzantini chiarisce subito che lui a scrivere un libro non ci pensava proprio e che «senza Antonio Mattera queste Figurine non esisterebbero. Antonio ha salvato, con un paziente e appassionato lavoro di ricerca, un patrimonio di foto e di memorie che altrimenti sarebbe andato perso. È vedendo quelle foto che mi è venuto voglia di scrivere di quei gentili fantasmi con le voci roche di vino e di sigarette. Non pensavo che avrei toccato tasti e ricordi così sensibili, nascosti sotto la cenere della nostra memoria collettiva. Insomma, questo libro non doveva essere scritto, ma ora c’è e lo dedico alla mia gente».
Come scrive nella prefazione il giornalista Duccio Moschella, «non sono soltanto ritratti di gente di paese, non è una Spoon River isolana mai scritta e nemmeno il commento di maniera a immagini seppiate di dolci e rudi fantasmi, le cui spoglie riposano nel camposanto lungo il Fosso del Toro. Le Figurine Marinesi di Umberto Mazzantini vanno ben oltre, per efficacia evocativa e grande umanità, con un colore di fondo che ricorda la luce dei dipinti di Llewelyn Lloyd, altro che il grigio delle foto d'epoca. La carrellata di storie esemplari di piccoli, grandi eroi del quotidiano». —
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