Italia
Ancora un mese di lavori per la bonifica del Jia Jia Mai
Prorogata la scadenza per la rimozione del tetto e la demolizione del capannone Avviata il 21 agosto una nuova campagna di monitoraggio della qualità dell’aria
venturina
Trenta giorni in più per rimuovere e smaltire il tetto di amianto e il capannone dell’ex bazar Jia Jia Mai distrutto nell’incendio del 3 luglio. La concessione del Comune di Campiglia alla proprietà dell’edificio prevede alcune condizioni. Lo stabilisce una nuova ordinanza sindacale, la numero 41 del 17 agosto, che proroga le scadenze fissate nel provvedimento del 16 luglio.
L’intervento di bonifica e smaltimento dell’edificio doveva concludersi il 18 agosto (termine già prorogato rispetto all’ordinanza 31 del 4 luglio e fissato quindi entro 45 giorni e non 15 dalla data del 4 luglio), invece terminerà il 17 settembre. Il Comune ha ricevuto dalla ditta incaricata dal proprietario dell’immobile distrutto una richiesta di proroga per poter intervenire sul capannone per lo smaltimento del materiale tossico, la demolizione e rimozione di quel che resta dell’immobile.
Preso atto delle motivazioni del privato, data la consistenza dell’intervento e col forte interesse che tutto venga programmato e svolto studiando e analizzando tutti i dettagli, al fine di eliminare i pericoli per le famiglie che nel frattempo avranno fatto ritorno nelle loro abitazioni, l’amministrazione comunale ha acconsentito a una proroga di 30 giorni che sposta il termine di conclusione dell’intervento. La proroga è però stata concessa a condizione che ci sia una puntuale rendicontazione da parte del privato della conclusione dei lavori di bonifica e rimozione delle fibre di amianto nelle aree pertinenziali e nelle abitazioni private ancora evacuate. Intervento che si è concluso il 20 agosto. Inoltre, il deposito di un cronoprogramma per la campagna di monitoraggio, in accordo con Arpat, prima del rientro definitivo nelle abitazioni delle persone ancora sfollate che assicuri la salubrità dell’area e degli ambienti, e una valutazione in merito all’efficacia dell’intervento di messa in sicurezza del fabbricato incendiato realizzata dopo pochi giorni dalla data dell’incendio. Questo al fine che venga verificata e certificata la tenuta del sistema di incapsulamento effettuato sulle macerie del fabbricato e sia effettuato qualsiasi ulteriore intervento di messa in sicurezza che si rendesse necessario, corredato da documentazione da presentare ad Arpat e Asl e per conoscenza al Comune. Inoltre, come stabilito dal cronoprogramma del monitoraggio, il 21 agosto la ditta incaricata dal privato ha eseguito dei campionamenti dell’amianto aereodisperso all’esterno e all’interno delle abitazioni delle cinque famiglie ancora sfollate, ed è previsto, in accordo con Arpat, un nuovo campionamento nei pressi del capannone.
«L’impegno degli enti preposti nello spingere e monitorare il percorso scandito dalla prima ordinanza comunale è forte e costante – dice la sindaca Alberta Ticciati –. Speriamo di poter a breve far rientrare le famiglie ancora fuori casa, serene e tranquille della premura e della assoluta attenzione che gli enti preposti stanno spendendo affinché la demolizione della fonte primaria, da cui si è originato l’incendio, avvenga nelle condizioni di sicurezza e di precauzione massima». —
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