Il Tirreno

area dem val di cornia 

«Tiemme, il cda non ha più senso Meglio un amministratore unico»

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piombino

Un cda costa troppo, meglio un amministratore unico per Tiemme Spa. Lo chiede Area Dem Val di Cornia ai sindaci di Piombino, della Val di Cornia, di Arezzo, Siena e Grosseto. «Lunedì 24 - scrive Area Dem - salvo imprevisti sarà nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Tiemme S.p.A., società che, ancora per poche settimane, gestisce il servizio pubblico di trasporto in Val di Cornia, oltre che nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto. A seguito della sottoscrizione del contratto di servizio fra la Regione e Autolinee Toscane/Ratp, nel giro di poche settimane e per la durata di 11 anni il servizio di trasporto pubblico locale regionale sarà affidato alla società francese, con la conseguenza che le società che attualmente svolgono il servizio, fra cui Tiemme, verranno drasticamente ridimensionate e molto probabilmente la maggior parte verranno poste in liquidazione. Tiemme non effettuerà più i servizi urbani ed extraurbani, con la conseguenza inevitabile che sarà rilegata a essere una società che effettuerà esclusivamente servizi turistici, oltre a partecipare eventualmente alle gare per effettuare servizi scolastici».

«È per questo motivo - proseguono i Dem - che, soprattutto in un momento di particolare difficoltà economica per il Paese, riteniamo che la politica debba dare un esempio autorevole di riduzione dei costi, ed è in questa ottica che, ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs 175/2016, chiediamo ai sindaci di dare indicazioni ai consigli di amministrazione delle società facenti parte di Tiemme S.p.A., ovvero Atm, Lfi, Train e Rama , di nominare un amministratore unico anziché un consiglio d’amministrazione. Questa richiesta non è assolutamente finalizzata a un ridimensionamento operativo della società. Riteniamo però che mantenere un cda e i relativi costi avrebbe un senso solo nel caso in cui la società continuasse a svolgere la mission per cui era stata creata, ma dal momento in cui la Regione, a seguito della firma avvenuta pochi giorni fa, ha un gestore unico del tpl al posto delle attuali 22 aziende e che Tiemme non se ne occuperà più per almeno 11 anni, riteniamo che i compensi dei membri dei cda costituiscono un inutile e iniquo dispendio economico. Al contrario riteniamo che la nomina dell’amministratore unico garantirebbe la piena e totale funzionalità dell’azienda. Nei momenti di difficoltà la politica ha il dovere di farsi carico di eliminare rendite di posizione e privilegi, avendo tra tutti anche l’obiettivo politico di cancellare l’uso delle società pubbliche come ufficio di collocamento o come strumento di vantaggi rappresentati con la moneta delle nomine». —

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