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«Il candore delle immagini del tempo passato»

«Il candore delle immagini del tempo passato»

Interviene il fotografo Pino Bertelli sugli scatti d’epoca in regalo con il giornale dall’11 agosto: «Verità che si fa storia»

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piombino

Sta suscitando grande interessa l’iniziativa del Tirreno, un regalo ai nostri lettori di 16 fotografie di Piombino, isola d’Elba e San Vincenzo dei decenni scorsi. Dall’11 agosto, martedì, comincerà la distribuzione delle fotografie in omaggio con il giornale. Il nostro vuole essere un contributo alla memoria della nostra zona. Altri momenti, in certi casi anche commoventi, di vita semplice ma felice, di lavoro duro, spesso durissimo. Altri momenti e altre epoche anche se in certi casi si parla di 30 anni fa. Certamente, una vita più spensierata e meno pretenziosa rispetto alla realtà di questi anni. Immagini che possono farci riflettere «Una fotografia, quando è grande, figura l’impronta di un’epoca. Le immagini storiche pubblisulla normalità felice di tempi passati, e del mancato rispetto per la natura e i valori che ci circondano rispetto a qualche anno fa. Ovviamente si parla in generale e non specificatamente di Piombino, visto che si parla di un tema globale. Sul significato delle foto abbiamo voluto sentire Pino Bertelli, fotografo internazionale, personaggio nel settore di prestigio, ma anche ben ancorato alla nostra realtà.

«Una fotografia, quando è grande, figura l’impronta di un’epoca. Le immagini storiche pubblicate da Il Tirreno riescono a raccontare non tanto (o non solo) la nostalgia di un tempo passato, quanto a ripercorrere frammenti di memoria e di storia di Piombino, Isola d’Elba, San Vincenzo… siccome c’è sempre una fotografia al principio, se non alla fine di ogni gioia… ricordare attraverso l’immaginario fotografico vuol dire che non c’è fotografia che non sia il canto di emozioni inconfessate! Quindi queste fotografie esprimono un tempo in cui il tempo non era ancora… sono il documento di una verità che si fa storia. Di là di alcuni autentici “piccoli capolavori” fotografici (Le fonti delle serpi in amore a Piombino, la barca dei pescatori con i bambini che guardano la fotocamera a San Vincenzo, la fotografia di gruppo all’Isola d’Elba o il ritratto dei giovani all’interno della fabbrica a Piombino), ciò che colpisce è che il come eravamo ci riporta al come siamo… queste immagini ci fanno pensare, anche, che l’umanità, per riallacciarsi alle sue radici, dovrà inventarsi un nuovo candore, una nuova innocenza del divenire. Ecco allora che la bellezza, la semplicità, l’accoglienza di quei corpi in fotografia diventa traccia, segno o ponte verso la condivisione di una comunità — che anche se in difficoltà —, possa riconoscere (e riconoscersi) in quei volti asciutti, austeri, schietti e dignitosi che facevano della vita quotidiana il terreno sociale dove discutere, lottare, sognare il bene comune e l’avanzare di un mondo più giusto e più umano». Parole dense di significato che oggettivamente arricchiscono il valore delle foto d’epoca. Appuntamento all’11 agosto. —

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