Il presidio
«Con Corsini una politica senza futuro e senza visione»
L’ex vicesindaco fortunati all’attacco dopo il ritiro delle deleghe
RIO MARINA
«I numeri sono numeri e quando questi non tornano si trovano soluzioni a dir poco bizzarre ma sicuramente poco rispettose della volontà popolare. Corsini, che non deve prendersi il disturbo di ringraziarmi, mi pensava solo serbatoio di voti ma si è trovato davanti un amministratore consapevole delle proprie responsabilità, attaccato alla propria gente ed al proprio territorio, che non ha permesso che venisse svenduto, demolito o distrutto». È durissimo l’attacco che l’ex vicesindaco del Comune di Rio, Fortunato Fortunati, rivolge al sindaco che, con il rimpasto di giunta, lo ha di fatto messo alla porta. «La mia esperienza come vice di un sindaco del livello di Francesco Bosi mi ha fatto prendere le distanze da una politica che non mi corrisponde, senza futuro e senza visione, che purtroppo sta inesorabilmente condannando il nuovo Comune di Rio alla fine infausta dell’estinto Comune di Rio nell’Elba. Sì, perché i suonatori sono in parte cambiati, ma la musica che viene proposta è la stessa: poca trasparenza negli atti, nei procedimenti e soprattutto nei bilanci, sempre portati in giunta all’ultimo tuffo e in affanno probabilmente per non permettere un adeguato controllo, silenzio assoluto sull’utilizzo del contributo della fusione, nascondimento di situazioni gravose, nonostante la mia delega ai lavori pubblici, relative alla messe in sicurezza di siti di Nisporto e Bagnaia, entrate tributarie stratosferiche che hanno portato i residui attivi a oltre 7 milioni di euro, riproponendo purtroppo un vecchio modus operandi ben noto alla Corte dei Conti ed ai residenti del Comune di Rio nell’Elba».
A cio si aggiungono, nella lista di Fortunati, « le scelte scellerate sui dipendenti comunali e sulla macchina amministrativa». «Diranno che dico questo ora perché ho il dente avvelenato per la faccenda deleghe, che se mi fossero state lasciate sarei rimasto attaccato alla poltrona, come tanti miei colleghi. In realtà le deleghe mi sono state tolte perché scomodo e consapevole e se non mi sono accorto prima di quello che stava succedendo è perché troppo impegnato a lavorare, a cercare soluzioni ed a portare quotidianamente un contributo. Un lavoro costante che ha portato risultati, che rimarranno al mio paese». Fortunati propone una lunga lista di obiettivi raggiunti, a partire dalla soluzione trovata per la caserma dei carabinieri. «Invito pertanto Corsini a dire in faccia, ad alta voce, nelle sedi istituzionali, quello che mi dicono che da giorni va bisbigliando all’orecchio di pochi, probabilmente cercando di denigrare o far digerire soluzioni ai “numeri” che mancano. Perché di numeri si parla. Alle persone che mi hanno votato e che ringrazio dico di stare tranquille: so che si sentono tradite e deluse da un’amministrazione che non ci sarebbe stata senza la loro fiducia. Cambierò banco, ma continuerò con impegno, dedizione ed onestà a lavorare per il bene del mio e nostro». —
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