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Canovaro attacca Corsini «Quell’avanzo di bilancio è fuori dalla realtà»

Canovaro attacca Corsini «Quell’avanzo di bilancio è fuori dalla realtà»

Il capogruppo della minoranza descrive le finanze del Comune in maniera assai diversa da quanto fatto dal sindaco «Ci sono voci passive pesanti»

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«Ci sono motivazioni tecniche ma anche politiche che pesano su questa scelta». Chi parla è Umberto Canovaro, capogruppo di minoranza in consiglio comunale che in questo modo intende spiegare le motivazioni per cui il suo gruppo ha votato contro il rendiconto della gestione finanziaria per il 2019. «Esse – aggiunge subito dopo - pesano su questa scelta, dettate dal fatto che è una semplice definizione contabile che ci sia un risultato di amministrazione di 10 milioni di euro». «Il fatto reale – vuole essere più preciso Canovaro - è che nel primo vero anno di gestione della giunta Corsini, le entrate correnti sono diminuite di 150mila euro e le uscite sono invece aumentate di 120mila. Se non fossero stati utilizzati ben 462mila euro (su 877) di fondi derivanti dalla fusione inseriti inopinatamente per finanziare le spese di gestione corrente, il conto si sarebbe chiuso con un bel buco. Sono stati infatti utilizzati 211 mila euro di avanzo di amministrazione dello scorso anno per pareggiare i conti, evidenziandosi anche una cronica incapacità di contrastare l’evasione tributaria (2,6 milioni accumulati negli ultimi 5 anni) e di recuperare i 4 milioni di residui da riscuotere in totale».

Non solo. Ma secondo il rappresentante della minoranza Corsini avrebbe incrementato di 3,3 milioni nel solo 2019 l’incapacità del comune di riscuotere, portando i residui attivi a una cifra spropositata pari a 7,3 milioni di euro. «Che la cassa poi – continua Canovaro - si sia incrementata di circa 300mila euro, è un dato amletico, visto che ci sono 1,7 milioni di pagamenti ancora da fare in conto residui passivi».

Il giudizio politico che ne trae la minoranza non può che essere negativo. A parere dell’opposizione la gestione è stata disattenta, superficiale.

«Si sono fatte scelte apicali spesso inopportune, si è mortificato buona parte del personale, non lo si è messo in condizioni di lavorare dandogli vere priorità così contribuendo all’inefficienza operativa: questi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta vedere - conclude - lo stato di degrado dei paesi, la carenza di manutenzioni, l’assenza di una strategia turistica, sociale e culturale». —

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