Il presidio
Normale migrazione, ma ci vuole più rispetto anche per le verdesche
PIOMBINO
Sempre meno, purtroppo, ma ancora ci sono.
Pesce spada come tonno rosso proprio per la loro presenza in picchiata nel nostro mare restano protagonisti di normative stringenti per la pesca (necessità di permesso per l’imbarcazione, limitazione di cattura, obbligo di comunicazione e sbarco solo in porti designati).
Sopravvivenza non facile pure per squali e verdesche stabilmente accompagnati dalla negativa fama di predatori spaventosi.
Per l’Osservatorio Toscano Biodiversità della Regione Toscana ad occuparsi del settore mare di Arpat, Cecilia Mancusi: «Il pesce spada – spiega – è una specie pelagica che compie grandi migrazioni; diffuso nel Mediterraneo. Proprio come il tonno. Si tratta di grossi pesci che vivono acque profonde e nuotano in mare aperto. Comportamento tipico anche per alcuni squali come la verdesca».
«Normale comunque in questo periodo incrociarli nel mare della Toscana – sottolinea – perché è in corso un bel passaggio... pesci migratori e si spostano nelle diverse aree anche per l’alimentazione. E si avvicinano alla costa durante il periodo riproduttivo, che nel Mediterraneo ha luogo in estate».
A quanto racconta chi ha cercato di soccorrerlo il pesce spada aveva ancora resti di un amo conficcato in bocca.
«Sfuggito alla cattura? Può succedere in questo periodo che la pesca è autorizzata – prosegue Mancusi – Può essere scappato più che a un pescatore professionista e un diportista della domenica... Ci sono comunque regole strette da seguire».
Catturato, stressato dalla fuga, comunque non ce l’ha fatta.
«30 chili, due metri e o più, un esemplare adulto – conferma Cecilia Mancusi – Ma da non confondere con lo squalo... Anzi bisogna smettere di demonizzarli, proprio gli squali, non ce n’è bisogno. Se vicino a riva ci fosse una verdesca in difficoltà? Non rappresenta un pericolo per nessuno». —
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