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Alì, duplice storia onestà di un ghanese-monteverdino

g.p.
Alì, duplice storia onestà di un ghanese-monteverdino

In pochi giorni ha trovato e restituito due portafogli Una dura vita da emigrante  alle spalle, ora risiede in paese con la sua bella famiglia

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MONTEVERDI

Da Alì Hassan Adams comprereste un‘auto usata a occhi chiusi. Una vita da migrante e di lavoro duro alle spalle, ma gli occhi ha imparato a tenerli sempre aperti: così nel volgere di poche settimane è stato protagonista di una duplice bella storia di ordinaria onestà.

Tutto è successo in piazza San Rocco. La prima volta vicino al fontanello dell’”acqua del sindaco” dove ogni sera si reca a far provvista per la sua famiglia. «Un signore che era lì prima di me – racconta Alì – non si è accorto che gli era caduto il portafoglio. Quando ho cominciato a riempire le bottiglie ho visto per terra il portafoglio, l’ho raccolto e ho cercato il proprietario. Ma lui era sparito. Allora l’ho consegnato all’Infood e so che poi quel signore lo ha riavuto.

Alì ha 46 anni. Ne aveva venti di meno quando lasciò il Ghana e i suoi familiari per cercare lavoro in Libia. Ebbe fortuna, lo assunse un’impresa petrolifera che operava ai margini del deserto e vi restò per tre lustri guadagnandosi un relativo benessere e l’apprezzamento del dirigente col quale è tuttora in contatto. Dal matrimonio con Amida nacquero due bimbe: Fardos oggi di sette anni e Latifa di 5. Poi scoppiò la guerra civile: «Con Gheddafi c’era lavoro, dopo solo casino, niente lavoro». E allora Alì tornò a fare l’emigrante. Questa volta con tutta la famiglia su un barcone attraverso il mare fino alle coste italiane, e successivamente da una struttura di accoglienza “smistato” 5 anni fa a Monteverdi, assistito dalla Misericordia e dal Comune. Oggi Alì ha un lavoro regolare a Pomarance e una famiglia cresciuta con l’arrivo di Ramatu. Pochi giorni fa il secondo capitolo della sua storia . In circostanze simili (la provvista d’acqua al fontanello) vede sopra un un’auto parcheggiata in piazza San Rocco un portafoglio e un cellulare, intorno nessuno: li raccoglie, va dal sindaco Francesco Govi e insieme avviano ricerche in zona. Poco dopo sarà il primo cittadino a rintracciare al ristorante “Il Pettirosso” il proprietario del tutto ignaro dello smarrimento: grato, «mi ha fatto avere una generosa ricompensa», conclude Alì, stupito dal dono. Evviva, l’onestà è ancora un a virtù. —

g.p.



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