Sindacati da Carrai «Vogliamo un piano che sia credibile e con tempi certi»
Prudenza al primo confronto: «Attendiamo atti concreti perché Jindal fin qui ha fatto scelte improntate alla chiusura»
PIOMBINO
«Un Piano industriale concreto, realizzabile e con tempistiche certe, per il quale sarà indispensabile prorogare il periodo di sorveglianza in modo che si possa garantire e tutelare la sostenibilità del piano stesso e la completa occupazione». È quanto hanno chiesto i segretari di Fim, Fiom e Uilm e i coordinatori delle Rsu a Marco Carrai, nel primo incontro col neovicepresidente di Jsw e il direttore delle risorse umane, Riccardo Grilli.
Nella sua giornata piombinese Carrai ha fatto poi visita al sindaco Francesco Ferrari, in Comune. «Piombino soffre le conseguenze di moltissimi percorsi non compiuti – ha dichiarato al termine Ferrari – dalle bonifiche alla ripartenza della fabbrica passando dal percorso di potenziamento delle infrastrutture fermo da anni. Esistono molti accordi di programma e protocolli d’intesa che affrontano i problemi della città in modo frammentario e poco risolutivo: per questo sono convinto che serva un Patto per Piombino, un unico documento programmatico che affronti i problemi della città in maniera unitaria e ci permetta di creare un progetto che possa intercettare i necessari finanziamenti. Questo è quello che che porteremo nel consiglio comunale che ho voluto. Piombino vuole essere protagonista delle scelte che riscriveranno il futuro della città».
Tornando all’incontro Carrai-sindacati, per Fim, Fiom e Uilm «un incontro utile per fare un primo punto sulle idee e le prospettive del nuovo responsabile in merito al rilancio dello stabilimento». Così i sindacati riferiscono che Carrai «ha confermato di essere in costante contatto con i massimi rappresentanti del Governo per costruire una soluzione con tempi e prospettive certe, per il rilancio dello stabilimento, tramite vari soggetti istituzionali, affinché sia garantita la piena occupazione. Sono in corso vari contatti con Invitalia, Rfi e varie banche affinché entro breve tempo si possa iniziare a dare gambe al progetto, sapendo che occorre intervenire subito con un’iniezione di liquidità per sopperire ai crediti dei vari fornitori e investire sui treni di laminazione in modo da tornare ad avere margini operativi positivi».
Secondo i sindacati «il vicepresidente ha confermato che sarà un’operazione non semplice ma che è una sfida che vuole vincere, quella di rilanciare l’unico stabilimento che produce rotaie in Italia e uno dei pochi in grado di avere forni elettrici sul mare. Il progetto prevede di tornare a produrre acciaio tramite forni elettrici e sfruttare tutte le potenzialità logistiche del porto, per le quali è prioritario e necessario, salvaguardare il valore delle concessioni e opzioni, che devono rimanere un patrimonio del Progetto Jsw».
Sindacato molto prudente comunque, perché «in questi due anni l’azionista ha dimostrato di non credere realmente alle potenzialità dello stabilimento e tutte le sue scelte sono state, dopo una prima fase in cui ha rimesso in marcia i vari impianti, improntate a una nuova chiusura della fabbrica, visti i mancati investimenti e necessarie manutenzioni. Oggi viste le prospettive di un nuovo rilancio tramite importanti soggetti istituzionali, pretendiamo che Jindal, dopo aver scelto Carrai assegnandogli piene deleghe e condiviso il suo nome col Governo, si attivi concretamente per dimostrare che davvero crede nel futuro dell’acciaio a Piombino».
L’Uglm dal canto suo ha auspicato che nel Piano «siano previsti anche gli smantellamenti e le bonifiche che potrebbero portare da subito al rientro di alcuni lavoratori», sottolineando «le difficoltà in cui versano la aziende dell'indotto a causa dei ritardi nei pagamenti da parte di Jsw. Problema sul quale il vicepresidente ha espresso l'intenzione di intervenire quanto prima». —
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