Il Tirreno

Dopo la mancata firma del decreto governativo 

Ferrari: «Sulle ecoballe registriamo la sordità delle istituzioni»

Ferrari: «Sulle ecoballe registriamo la sordità delle istituzioni»

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PIOMBINO

«Spiace dover costatare, ancora una volta, come il Governo nazionale continui a sottostimare il problema delle ecoballe che giacciono da 5 anni sul fondo del Canale di Piombino: l’ultimo Consiglio dei Ministri, purtroppo, non ha decretato lo stato d’emergenza per quella che è, a tutti gli effetti, una bomba ecologica a orologeria».

È decisamente contrariato, il sindaco Francesco Ferrari, dopo aver letto sul Tirreno della mancata firma da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del decreto indispensabile per procedere alla rimozione delle ecoballe.

«Una situazione di pericolosa incertezza – scrive Ferrari in una nota – che, di fatto, prosegue senza sosta, soprattutto dallo scorso 25 giugno, data in cui è decaduto il commissario straordinario. Al momento non vi è quindi nessuno che possa proseguire il lavoro iniziato ma solo la dolorosa consapevolezza di continuare a perdere tempo prezioso. Abbiamo più volte e in varie sedi lanciato il grido d’allarme per questa situazione - in controtendenza col silenzio assordante della precedenza amministrazione - ma, ancora una volta, dobbiamo registrare la sordità delle istituzioni».

Per Ferrari «I governi nazionali e regionali non dovrebbero permettere che Piombino sia ancora appena al filo esile del fato. La questione è ormai oltre l’urgenza: se anche una sola delle reggette che tengono unite le ecoballe si dovesse rompere, il rischio di un danno incalcolabile sarebbe certo. Senza contare le ripercussioni che avrebbe sul tessuto economico del territorio, profondamente legato al mare sia in termini turistici che imprenditoriali».

«Non possiamo permettere che la burocrazia inchiodi un’operazione così importante – conclude il sindaco – e per questo scriveremo nuovamente a Conte e a Borrelli: è di vitale importanza che il Governo si attivi subito e permetta alle istituzioni di continuare a lavorare per salvaguardare l’ambiente dai danni irrimediabili che quelle microplastiche potrebbero causare a un tratto di mare tutelato a livello a internazionale. È salvifico, ora più che mai, che il Governo decreti lo stato d’emergenza nel primo consiglio dei ministri utile».



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