Il presidio
«Ambiente, cultura, archeologia e fabbriche per poter ripartire»
piombino
«Servono impegni precisi e concreti su Piombino. L’emergenza Covid non si è ancora conclusa ma a Piombino è urgente fronteggiare anche altre emergenze, che a breve si manifesteranno con sempre maggiore evidenza. È necessario cioè parlare del futuro di questo territorio». Il consigliere del Partito democratico sostiene che «serve un deciso cambio di passo, con l’assunzione di impegni precisi e concreti da parte del governo. I temi della bonifica, di cui si parla da anni, degli investimenti portuali, dell’industria e delle infrastrutture; grandi nodi irrisolti rispetto ai quali la politica, soprattutto a livello nazionale, deve farsi carico esercitando un’adeguata pressione».
«Sembrano ormai lontani gli anni in cui la città aveva tentato di reagire alla crisi industriale con politiche avanzate di diversificazione economico-produttiva, accompagnate da efficaci scelte urbanistiche e istituzionali: penso alle politiche d’area che hanno sempre contraddistinto le azioni dei 5 Comuni della Val di Cornia e che hanno portato alla realizzazione dei Parchi della Val di Cornia, un grande progetto innovativo di gestione dei beni culturali scaturito dalla volontà di valorizzare la forte vocazione culturale del territorio; penso agli importanti restauri e alle aperture del Castello e del museo archeologico, alla realizzazione di una sentieristica sul promontorio, allo slancio dato alla crescita del settore turistico, anche attraverso la valorizzazione dei prodotti agricoli ed enogastronomici, ai piani per la valorizzazione della costa urbana e a molto altro».
«Occorre ripartire - dice - dai grandi temi ambientali, perché governare significa prima di tutto farsi carico delle criticità. Ripartiamo dalle nostre vocazioni, e quindi natura e ambiente, beni culturali e archeologici, compresa l’archeologia industriale, ma non possiamo dimenticare i temi cruciali per la ripartenza: le bonifiche e la ripresa di un’industria moderna e compatibile, il completamento dell’adeguamento infrastrutturale, la realizzazione dei progetti portuali». Pellegrini si augura che la nuova dirigenza di Jsw, e l’arrivo di Carrai, possano dare un nuovo impulso. «Ma allo stesso tempo ognuno deve fare la sua parte. Il governo, deve studiare e stilare piani di emergenza, con impegni precisi. La politica, nazionale e locale, deve fare la sua parte elaborando indirizzi, visioni e possibilità di azione». —
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