Meteo
Comitato salute lancia l’aut aut a Ferrari: «Variante entro luglio»
piombino
«Approvarla entro e non oltre luglio». È quanto chiede il Comitato salute pubblica al Comune di piombino in merito alla variante urbanistica, che è in pentola dallo scorso novembre, con cui l’amministrazione comunale vuole destinare a verde pubblico le aree oggi interessate dal progetto Rimateria. Un termine per la giunta Ferrari che arriva in scia a una serie di domande che il Comitato rivolge ai sindaci della Val di Cornia in qualità di azionisti di Rimateria attraverso le quote detenute in Asiu Spa in liquidazione. Lo spunto sono le dichiarazioni del presidente del Gruppo Navarra Enrico Casini nell’intervista rilasciata al Tirreno.
In merito all’acquisizione delle quote societarie Rimateria da parte di Navarra: «È vero che non risulta ancora pagata per intero, ma soltanto per il 40%? A cosa è subordinato il pagamento del restante 60%? La stessa cosa vale anche per Unirecuperi?». Al Comitato risulta che «Asiu abbia deciso a suo tempo per una liquidazione volontaria e che i Comuni, volendo, potrebbero tornare indietro sulla decisione».
Si sottolinea la differenza tra «Navarra che parla di rifiuti e la Regione che parla di rifiuti industriali legati alla siderurgia locale. Per questo dettaglio pende un ennesimo ricorso al Tar della Toscana presentato da Rimateria e del quale attendiamo gli esiti. Se Rimateria dovesse vincere il ricorso, cosa hanno intenzione di fare i sindaci soci di Asiu?». E chiede «di quali interessi e quali azionisti stiamo parlando? Quelli di Navarra? Gli azionisti sono consapevoli che quella con cui hanno a che fare è una società in perdita? Dopo un esercizio, quello del 2018, chiuso in deficit con oltre 2 milioni di euro di perdita, come si è chiuso il bilancio di Rimateria nel 2019, ad oggi ancora non pubblicato? Il primo interesse di un’azienda privata sarebbe quello di chiudere in attivo. Ci risulta, invece, che per coprire i debiti a cui non si riesce a far fronte, si sia dovuti ricorrere a un concordato. Di quale tipo?».
C’è anche più di una domanda del Comitato per il socio maggioritario di Asiu in liquidazione, ovvero il Comune di Piombino: «Quale piano industriale esiste al momento? Quello che ci siamo sentiti ripetere infinite volte e che parla di bonifiche e di rifiuti industriali come soluzione del problema? Cosa è questa storia dei rifiuti non industriali?». E ancora: «Sappiamo che, dal momento dell’adozione della variante per trasformare in parco pubblico l’area sulla quale incombe il progetto di raddoppio della discarica, sono scattate le cosiddette clausole di salvaguardia. Queste clausole dovrebbero impedire l’approvazione di qualsiasi atto o modifica della destinazione d’uso, in contrasto o d’intralcio con il provvedimento adottato e fino alla sua approvazione. Quello che ci domandiamo è se la concessione dell’Aia che Rimateria si sta preparando a richiedere e il rialzo della ex Lucchini, di cui si parla come compromesso da concedere a Rimateria per accedere al concordato, sarebbero di fatto esclusi dall’osservanza delle cosiddette clausole di salvaguardia?». L’ultima questione è per il presidente di Rimateria Francesco Pellati: «Perché non riprendono gli incontri mensili con la cittadinanza più volte richiesti?». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google