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Carrai vicepresidente esecutivo di Jsw
Non sarà Ad come si attendeva, ma avrà comunque pieni poteri. Impegno a presentare il piano industriale entro 15 giorni
Cristiano Lozito/ PIOMBINO
Marco Carrai è stato nominato vicepresidente esecutivo di Jsw Italy. La conferma è arrivata ieri mattina da fonti aziendali, secondo cui il presidente di Toscana aeroporti non assumerà la carica di amministratore delegato come invece si prevedeva, non avendo assunto due deleghe, quelle all’ambiente e quella alla sicurezza del lavoro, che rimangono in carico al direttore operativo Mohan Babu.
Al momento non ci sono altri movimenti interni alla società, visto che alla presidenza è stato confermato Virendar Bubbar, l’uomo di fiducia di Sajjan Jindal.
Questo non toglie che da questo momento Carrai si muoverà con pieni poteri, a lui sono affidate le speranze di rilancio di uno stabilimento che fin qui nemmeno l’avvento del gruppo indiano nel luglio di due anni fa è riuscito a tirar fuori dalla crisi.
La mancata nomina di un amministratore delegato peraltro potrebbe lasciare spazio all’ingresso di un esperto siderurgico da affiancare a Carrai, che pur non avendo esperienze nel settore è manager esperto, specialmente in ordine agli aspetti economici e finanziari, con le necessarie relazioni per avviare più proficui rapporti col sistema bancario e col mondo politico.
Da sempre vicino a Matteo Renzi, Carrai ha giocato un ruolo decisivo nell’acquisizione delle acciaierie piombinesi da parte di Jindal. Il suo arrivo a Piombino coincide con le aperture del Governo a un possibile ingresso dello Stato nel capitale sociale di Jsw. In un’intervista a Repubblica, Carrai si è impegnato a presentare il piano industriale entro 15 giorni, spiegando che sarà diviso in tre parti: la prima prevede di mettere in sicurezza l’azienda con gli investimenti, la seconda l’ampliamento della gamma di prodotti, la terza il ritorno alla produzione di acciaio.
Ovvio che nel piano ci dovrà essere un impegno economico da parte di Jindal, preliminare a qualsiasi tipo di sostegno da parte dello Stato.
Tutto ciò per rimettere in moto uno stabilimento in grave sofferenza: in marcia ancora per due settimane c’è solo il treno rotaie, il reparto di punta dello stabilimento che ha bisogno di consistenti interventi di revamping, e a cui potrebbero essere dedicati i primi investimenti di Jindal, peraltro annunciati da tempo e poi sempre rimandati.
Con Carrai si capirà se davvero per lo stabilimento piombinese può esserci una prospettiva, e se prenderà forma l’idea iniziale di Jindal di produrre non solo “lunghi” (rotaie principalmente, oltre a barre e vergella) ma anche “piani”, con uno spazio sul mercato legato al forte calo produttivo – comunque si concluda la vicenda – dello stabilimento Ilva di Taranto.
Da qui la suggestione di una sinergia di Jsw con Liberty Magona, con evidenti vantaggi per entrambe le aziende, alimentata dalla recente visita del presidente di Gfg Alliance Sanjeev Gupta, che ha incontrato Carrai, e che nei prossimi giorni potrebbe tornare a Piombino per approfondire i temi del primo confronto. —
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