Il Tirreno

san vincenzo 

Posidonia, crescono i cumuli sulla spiaggia 7.000 metri cubi

Posidonia, crescono i cumuli sulla spiaggia 7.000 metri cubi

L’amministrazione comunale è alla ricerca di una soluzione per gestirla Roventini: «L’unica alternativa, anche per i costi, è l’accumulo in sito»

3 MINUTI DI LETTURA





san vincenzo

Crescono. E si fanno sempre più ingombranti. L’amministrazione comunale di San Vincenzo è alle prese con i cumuli di posidonia spiaggiata dove ha ammassato il materiale vegetale portato a riva dalle mareggiate di giugno. Uno è a nord del porto turistico, nella zona del Bucaniere, l’altro all’altezza della spiaggia di via Elba. E la situazione che ha preso forma non manca di alimentare il dibattito tra chi vede nella posidonia oceanica niente di più che un fattore naturale, tra l’altro capace di contrastare l’erosione, chi non capisce perché quella tolta dai tratti in concessione debba finire per occupare tratti di spiaggia libera, e chi cerca di trovare una soluzione per creare le condizioni per rendere fruibile al meglio la spiaggia.

«Il 29 maggio gli arenili erano liberi – dice l’assessore al Demanio Massimiliano Roventini –. La posidonia ha iniziato a spiaggiarsi in fondo a via Capraia, a partire da inizio giugno. Il Comune è quindi intervenuto con la rimozione, completata a fine mese e appena in tempo per consentire lo svolgimento dei lavori di ripascimento, finalizzati al ripristino di quel tratto di costa dopo l’erosione causata dalle mareggiate».

Il 4 giugno il Comune era intervenuto anche all’altezza della spiaggetta di via Elba, interrando una quantità di alghe ben superiore a quella che invece è presente oggi. «Purtroppo – sostiene Roventini – le mareggiate verificatesi dopo il 4 giugno hanno riportato una notevole quantità di posidonia, proprio laddove l’avevamo interrata». Nella stessa zona, nella notte del 3 luglio, un altro intervento della ditta incaricata dal Comune aveva liberato la spiaggia, ma una nuova mareggiata, poche ore dopo, ha riportato altra posidonia.

Dal palazzo comunale assicurano che la situazione viene monitorata ogni giorno e gli uffici stanno lavorando per individuare una soluzione. Tra l’altro la posidonia deve essere trattata seguendo i disciplinari del ministero dell’Ambiente. «Può essere interrata in spiaggia – afferma l’assessore Roventini –, ma ad oggi non abbiamo più spazi per farlo. Oppure può essere portata in discarica per il trattamento, ma ha costi esorbitanti e impossibili da sostenere dai 60mila e i 70mila euro ogni mille metri cubi. Noi abbiamo circa 7.000 metri cubi da smaltire». L’alternativa, può essere l’accumulo in sito. «È ciò che è stato fatto, l’unico intervento concretizzabile, seguendo le direttive del trattamento indicate dal disciplinare del ministero dell’Ambiente. È prevista anche la possibilità della reimmissione nel suo ambiente naturale, ma previa autorizzazione del ministero dell’Ambiente, su proposta dell’autorità marittima nella cui zona di competenza si trova il porto più vicino al luogo dove deve essere effettuato lo smaltimento o dove si trova il porto da cui parte la nave con il carico di rifiuti da smaltire. In sintesi – sottolinea Roventini – dopo l’autorizzazione del Ministero la posidonia dovrebbe essere caricata su una nave, trasportata a Piombino e poi, dopo un nuovo carico, trasportata in mare. Con tutti i costi che ne conseguono».

I siti individuati a nord del porto turistico, ad oggi, sono gli unici disponibili per l’accumulo delle posidonie. «Il nostro intento – conclude l’assessore al Demanio di San Vincenzo – è quello di sistemare velocemente e nella maniera migliore possibile le aree in questione, nel pieno rispetto dell’intero ecosistema, dei turisti e dei cittadini che hanno tutto il diritto di godere a pieno delle nostre spiagge». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana