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Montioni, nel parco l’anticipo dell’autunno portato dalla limantria

Manolo Morandini
Montioni, nel parco l’anticipo dell’autunno portato dalla limantria

L’infestazione del lepidottero è definita dalla Regione grave Defogliate intere aree del bosco, allarme degli agricoltori Cia

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Manolo Morandini / suvereto

Un autunno improvviso. Violento. Gli alberi ridotti a essere l’ombra di se stessi. Nudi. Niente più foglie o quasi. Nel verde regno di Montioni si è insediato il più temuto defogliatore: la limantria. E si fa sentire. In questa terra ancora non domata, alla periferia di paesi, industrie e stabilimenti balneari, tra Suvereto, Piombino e Follonica, si moltiplicano le segnalazioni del lepidottero e dei danni che sta facendo. Tanto che a Suvereto la questione sarà al centro del consiglio comunale del 29 giugno. All’ordine del giorno c’è l’interrogazione di Uniamo Suvereto che chiede all’amministrazione di riferire sull’attività svolta a fronte dell’infestazione.

I tecnici del Servizio Fitosanitario della Regione Toscana danno la misura. Parlano di un’infestazione grave ma assicurano che le piante non sono destinate a morire e che la situazione nell’arco di un paio di anni è destinata a riequilibrarsi. A differenza di quelli della processionaria della quercia, dai quali sono agevolmente distinguibili per la colorazione nettamente differente, i bruchi di limantria nonostante la loro vistosità non sono urticanti. Eppure per chi non li ha mai visti è difficile non impressionarsi.

Il Comune di Suvereto, in scia alle segnalazioni, ha interpellato il servizio fitosanitario regionale con cui è stato fatto un sopralluogo congiunto all’inizio di giugno. “Ci è stato assicurato che la limantria non è pericolosa per uomini e animali – dice l’assessore all’Ambiente di Suvereto Gianluca Casini –. Le piante subiranno uno stress, ma non moriranno, alcune potranno riprendere a rinverdire». Che aggiunge: «Come ha sottolineato il dottor Alessandro Guidotti del servizio regionale il fenomeno, manifestatosi in modo del tutto eccezionale ed esteso quest’anno, è un processo naturale favorito da inverni sempre più miti».

Tra i risultati del sopralluogo un piano di intervento che impegna la comunità montana ad effettuare dei passaggi mirati con un antagonista biologico, irrorato tramite aerosol con mezzi antincendio, «nelle zone Montioni, Calzalunga e probabilmente anche San Lorenzo Alto – dice Casini –. Contestualmente sarà avviato il monitoraggio dei focolai per intervenire per la prossima stagione in modo più efficace e preventivo. Guidotti ha sottolineato come il cambiamento climatico intensifichi questi fenomeni naturali. Dobbiamo aspettarci che siano sempre più frequenti – conclude –. L’intervento tempestivo potrà contenerli, ma non evitarli perché non è possibile cospargere il bosco di insetticida».

A suonare un campanello d’allarme è anche la Confederazione italiana agricoltori della provincia di Livorno (Cia) poiché la presenza di limantria nel parco di Montioni è ormai in prossimità delle colture agrarie. «La presenza e l’azione delle larve di questo lepidottero è conosciuta da tempo nei nostri territori, ma in questa primavera si sono determinate, probabilmente le condizioni climatiche ideali, per la loro esponenziale proliferazione – sottolinea l’associazione di agricoltori –. Desta certamente impressione lo spettacolo delle piante completamente defogliate che è possibile riscontrare in varie parti del territorio, ma oltre al danno ambientale la preoccupazione per i conduttori delle aziende agricole limitrofe alle aree boschive, è il possibile interessamento delle loro colture. Chiediamo l’interessamento del Servizio Fitosanitario regionale e delle amministrazioni comunali, per la valutazione del rischio e l’individuazione se necessario delle modalità di intervento». —

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