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Visite per indennità civile: il blocco penalizza i più deboli
L’associazione nazionale mutilati e invalidi civili: «Deplorevole decisione di Asl, senza mai dare spiegazione nonostante i solleciti»
PIOMBINO
Dopo la fine del lockdown Covid-19, a Piombino resta il blocco delle visite per indennità civile. «Decisione Asl che penalizza i più deboli». Protesta l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili.
«L’emergenza sanitaria – si ricorda – ha lasciato una scia di dolore, disagio, timori per il futuro. La categoria degli invalidi civili rientra a pieno titolo, purtroppo, fra quelle, anche in questo caso, maggiormente colpite. Abbiamo assistito, durante i mesi scorsi, ad annunci televisivi in cui si parlava delle misure prese per tutelare le categorie sociali, produttive e lavorative; ma gli invalidi – si prosegue –, ancora una volta, sono stati ignorati. Le varie amministrazioni, gli uffici pubblici territoriali, le sedi pubbliche a disposizione del cittadino, si sono adeguate agli esempi nazionali, hanno limitato se non addirittura azzerato i servizi, alimentando ancora di più quel senso di smarrimento che ha colpito l’intera cittadinanza, danneggiando soprattutto i più bisognosi di aiuto e sostegno. La lunga fase della ripartenza poi ha raggiunto livelli a dir poco paradossali. L’Italia ha fatto i conti con la doppia velocità in cui viaggia, con la lentezza dell’apparato pubblico e la necessaria velocità del settore privato. Quello che poi sta accadendo nella realtà territoriale di Piombino, è ancora più grave. La Asl locale – si denuncia –, con evidente e colpevole ritardo rispetto a quanto sta accadendo altrove pure in Toscana, non ha ancora avviato la ripresa delle visite per i riconoscimento delle invalidità civili. Percorrendo i vari canali messi a disposizione, oltre ad esprimere una sentita protesta nei confronti di questa deplorevole decisione, abbiamo più volte chiesto spiegazioni, senza ricevere risposta. La nostra associazione – si spiega – rappresentata con grande spirito di sacrificio pure a Piombino, con sede in Via Spalato 7, è la massima espressione delle invalidità civili in Italia, ha l’onore e l’onore di essere rappresentata, a tutela dell’intera categoria, nelle commissioni mediche, e pretende considerazione, chiarezza ed informazione, per il bene degli interessati. Chiediamo anche tramite giornale una risposte da parte dei dirigenti Asl che hanno preso l’assurda decisione di non riprendere i lavori delle commissioni mediche, assumendosi la responsabilità di ritardare ancora i riconoscimenti di tante agevolazioni, non solo economiche, nei confronti dei più bisognosi». L’Anmic ritiene questo comportamento gravissimo: «Ci siamo attivati – si prosegue – per valutare le possibilità di denunciare tali inadempienze, al fine di ottenere non solo un giudizio morale, il cui esito appare scontato, ma un giudizio civile o penale. La speranza? Che la vicenda si possa concludere in tempi brevi, sempre e solo nell’interesse degli invalidi civili... Pronti a tutto per la difesa dei diritti dei nostri associati, per la difesa dei diritti di coloro per i quali ci battiamo dal 1956».
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