Italia
L’auto investe un capriolo Non si riesce a chiedere aiuto
SAN VINCENZO
Il capriolo sbuca dal buio, travolto da una macchina. L’autista si ferma, l’animale non è morto. Si cerca aiuto per soccorrerlo. Passa una volontaria che aiuta come può. Dalle forze dell’ordine si invita a circolare «per il soccorso ci si pensa, ma da casa».
Parte il tam tam che coinvolge i “soliti cittadini” coi cellulare attivi sempre: Enpa, Wwf. Notte di ricerche, per il capriolo ferito niente di fatto.
Presto di mattina pronto soccorso animali selvatici Wwf insieme ad Enpa constatano che l’animale è scomparso dal fosso dove era finito.
Delusione ed amarezza per le persone coinvolte pronte «a denunciare chi viene chiamato e non interviene».
Domenica, 21, 30: sulla via del ritorno a casa, percorrendo la Vecchia Aurelia, una famiglia di Firenze centra il capriolo. Confine tra San Vincenzo e Campiglia località Botramarmi, a 400 metri dall’ex ristorante “Lido e Lida”.
Terra di nessuno per le velocità dei mezzi, dove risulta difficile, dalla piazzola, persino scattare una foto di giorno...
L’autista mortificato scende dalla macchina, in contemporanea arriva una volontaria della Casa di Margot. E le forze dell’ordine che invitano ad andare altrove. «Ci attiviamo lo stesso – racconta uno dei volontari coinvolti – visto che non è possibile soccorrere l’animale sbalzata nel dirupo sotto la strada, forse col bacino rotto...». Inutile fare il numero Cruma Lipu di Livorno 0586 400226 (attivo dalle 10 alle 17), per altro neppure per gli ungulati il pronto soccorso Wwf potrebbe far nulla. «Tutti sanno – si sottolinea – che c’è un numero da attivare, disponibile solo per le forze dell’ordine». Rimpallo di telefonate, il numero segreto non ce l’ha nessuno.
Sopralluogo sull’Aurelia, capriolo sparito: scappato o già in salmì non importa. Così non va. Dal Cruma Lipu di Livorno l’assicurazione che «da Asl e Regione Toscana a tutte le forze dell’ordine il numero pronto soccorso h24 è stato comunicato». Ieri 18, 30 una signora da via Torquato Tasso a Piombino chiama il Tirreno per sapere cosa fare: «C’è un cucciolo di gabbiano che piange dal tetto qui davanti...». Finito il lockdown Covid-19, la stagione dei ricci schiacciati è appena cominciata. Sperando che il numero del soccorso animali selvatici ai centralini delle forze di polizia si trovi al più presto.
Cecilia Cecchi
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