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Chiesa dell’Annunziata, il recupero arriva in consiglio comunale
suvereto
È da mezzo secolo che periodicamente torna alla ribalta la situazione dell’antica, suggestiva e misteriosa chiesa della Santissima Annunziata, sulla strada che dalla frazione di Prata porta a Sassetta. Sul finire del secolo scorso, si formò anche un comitato che nel 2000 poi confluì nell’associazione Amici di Suvereto che seguiva già la cosa e continuò a caldeggiare la donazione della chiesa dai privati proprietari alla Diocesi, come poi è avvenuto. Qualche anno fa era già pronto un progetto per un primo essenziale intervento strutturale sul tetto invaso da arbusti che hanno creato infiltrazioni che si aggiungono a crepe vistose nelle pareti.
Prima di assistere a un probabile crollo delle belle volte interne sarebbe utile mettere in campo sinergie per salvare la bella chiesa in stile romanico ai margini del bosco. Lo sollecita anche il gruppo consiliare Uniamo Suvereto. «La conservazione di un bene culturale rappresenta l’arricchimento di una comunità ed è per questo che il totale stato di abbandono, in cui versa la chiesa dell’Annunziata sulla strada che dalla frazione di Prata porta a Sassetta, potrebbe condurre a una perdita inestimabile – afferma la capogruppo Cristina Solignani – che le istituzioni non possono accettare e consentire. Abbiamo letto dell’impegno, fatto di studi, approfondimenti e progetti, che da tempo soggetti privati hanno messo in campo per evidenziare la ricchezza storico-architettonica della chiesa in questione e non possiamo che condividerne in toto le finalità e gli obiettivi». Che aggiunge: «Se ne parla da tempo, ma quello che è stato ora evidenziato è la necessità di un’urgente ed indifferibile intervento di consolidamento e restauro di questo bene straordinario, che rischia davvero di andare disperso irrimediabilmente tra le sterpaglie ed il disinteresse». E prosegue: «Considerata la vocazione turistica del nostro Comune e le immense ricchezze storico-architettoniche, anche nascoste e dimenticate, di cui è fortunatamente detentore e testimone, la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio si ritiene debba essere perseguito con forza e determinazione».
Poi Solignani fa un accenno anche a un altro edificio sacro, non dello stesso valore architettonico, ma al centro del piccolo e panoramicissimo villaggio di Belvedere sorto nel suveretano nel 1566 per volere di Jacopo VI d’Appiano principe di Piombino e che vanta una singolare, lunga storia ancora non risolta. «Tra queste ricchezze occorre menzionare anche la chiesa di Belvedere – dice –, che merita non meno di essere posta al centro di un’azione complessiva di valorizzazione e conservazione. Ci faremo, quindi, portatori con l’amministrazione comunale di una richiesta di immediato intervento – conclude la capogruppo di Uniamo Suvereto – affinché vengano posti in atto tutti quei percorsi necessari ed opportuni di sinergia tra pubblico e privato che consentano il perseguimento di quello che deve essere considerato come un primario obiettivo di rilevante interesse pubblico». —
michelangelo pasquinelli
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