Il presidio
«Jsw, ora il Governo dichiari come sosterrà il progetto»
PIOMBINO
Domani si apre una settimana ricca di appuntamenti per il futuro delle acciaierie, tra la visita della sottosegretaria Alessia Morani (mercoledì) e il videoconfronto con la regia del Mise (venerdì) tra tutti i protagonisti della vicenda. Lorenzo Fusco, segretario provinciale Uilm, sostiene l’esigenza di «essere tutti più razionali e usare la prudenza del caso», dopo che «nel giro di poche ore siamo passati dalla richiesta irricevibile di un rinvio di 12 mesi alla notizia che in 2 settimane Jindal presenterà il piano industriale. Siamo passati da un Governo che non si è mai occupato a sufficienza di Piombino – prosegue – a un comunicato del Mise per il quale le acciaierie di Piombino si inseriscono pienamente nel piano del Governo per supportare un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile in Italia, passando in un attimo dal rischio della fine della siderurgia con conseguente dramma sociale all’ipotesi di un grande rilancio».
Fusco cita quindi tutte le delusioni conseguenti agli annunci degli ultimi anni, mentre «il territorio è sempre più devastato economicamente, lo stabilimento si sta definitivamente deteriorando, i lavoratori più “fortunati” sono diventati “a chiamata” e migliaia di famiglie provano a sopravvivere con ammortizzatori sociali che non saranno eterni. Il Covid19 rischia di assestare il colpo definitivo».
Per queste ragioni secondo il segretario della Uilm «non è più il tempo degli annunci, adesso occorre che Jindal e Patuanelli giochino a carte scoperte, occorre confrontarsi con un vero piano industriale, con cifre, numeri e tempistiche certe».
Fusco ricorda quindi che «ben prima dell’emergenza sanitaria erano stati annunciati da Jsw il revamping dei treni di laminazione, gli investimenti sulla tempra delle rotaie, sul bordione al treno medio piccolo, sul raddoppio della produzione alla Gsi: adesso devono solo dirci quando partiranno e quando termineranno questi lavori. Investimenti che lo stesso Gruppo Jsw dichiara indispensabili: le perdite di 3 milioni al mese dichiarate da Jsw nell’ultimo trimestre, per la differenza tra il prezzo di acquisto del semiprodotto e il prezzo di vendita del prodotto laminato, rendono non più rinviabile l’investimento sull’acciaieria elettrica per la necessaria autonomia e competitività».
Per lui quindi «è il momento di dare il via all’investimento sulla produzione di coils, che può essere una grande opportunità per future sinergie con altre aziende del territorio», e ovvio è il riferimento a Magona. Fusco però ritiene anche «indispensabile individuare un vero esperto di siderurgia, riconosciuto a livello internazionale da tutto il settore, per portare avanti un piano così complesso e ambizioso. Occorre il progetto previsto per lo scorso dicembre sulla banchina della Piombino Logistics, che permetterà di sviluppare nuovi traffici commerciali, non più esclusivamente siderurgici. Le parole bonifiche e smantellamenti, misteriosamente svanite, devono tornare di attualità perché essenziali». Il richiamo di Fusco è al Governo e al Ministero «che devono dichiarare con quali strumenti e atti concreti sono disposti a sostenere e proteggere il progetto Jsw. L’Italia non può perdere l’unico stabilimento che produce un prodotto strategico e di qualità come le rotaie per l’alta velocità. La siderurgia italiana ha bisogno del supporto del Governo e va valutata urgentemente una “Legge speciale per tutti i lavoratori siderurgici” per prevedere pensionamenti o altri strumenti legislativi per ricollocamenti occupazionali garantiti dallo Stato, anche – è la conclusione – per evitare sui vari territori tensioni sociali incontrollabili». —
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