Italia
Pranzano e scappano senza pagare il conto Trovati dalla Finanza
Protagonisti cinque giovani tra i 20 e i 21 anni di Firenze Le fiamme gialle li rintracciano sulla spiaggia a Donoratico
SAN VINCENZO
Mangiano tutto, dimostrando di aver gradito le pietanze servite, chiacchierano, sorridono al personale. «Usciamo un attimo a fumare». Sono in cinque, tra i 20 e 21 anni, originari della provincia di Firenze. Si alzano dal tavolo, raggiungono l’uscita e fuggono. Mentre il conto, circa 200 euro, è ancora lì.
Accade il 2 giugno nel ristorante dello stabilimento balneare La Conchiglia. Ma la zingarata sfuma in una manciata di ore. «I cinque sono stati rintracciati sulla spiaggia di Donoratico mentre stavano facendo il bagno in mare», dice il titolare della Conchiglia Sergio Biagini. Un dipendente del ristorante riesce a prendere la targa dell’auto del quintetto. E Biagini si rivolge al 112. Dalla centrale operativa viene richiesto l’intervento della Guardia di finanza che è già in zona con una pattuglia. Partono le ricerche e serviranno alcune ore per localizzare i furbetti arrivati a San Vincenzo con l’idea di imitare la scena cult del film di Leonardo Pieraccioni “I laureati”.
La pattuglia delle Fiamme gialle della Compagnia di Piombino ha invitato i cinque a rimediare alla bravata, considerato che il gestore del ristorante non aveva ancora formalmente sporto denuncia contro di loro. Il reato ci sarebbe, si chiama insolvenza fraudolenta. Ma tutto si risolve con una tirata d’orecchio e le scuse accettate da Biagini.
Il gruppo viene riaccompagnato a San Vincenzo. E una volta nel ristorante se la cava saldando il conto in sospeso e con una lavata di capo. «Ringrazio i Carabinieri e la Guardia di finanza che si sono impegnati in maniera esemplare – dice Biagini –. Certo è che per alcune ore si sono dovuti distrarre da attività più importanti per cercare questi cinque. Tutto si è risolto, ma ho voluto stigmatizzare il loro comportamento che va a discapito della gente che lavora, oltretutto in un anno più complicato di altri per l’emergenza covid. Tra l’altro qualcuno di questi ragazzi lavora e a maggior ragione dovrebbe conoscere la fatica che serve per guadagnarsi lo stipendio». — M.M.
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