Il Tirreno

portoferraio: istituto cerboni 

Didattica a distanza il web ispira il progetto di reti rurali sinergiche

Didattica a distanza il web ispira il progetto di reti rurali sinergiche

Il modello messo a punto dagli studenti della 3ª dell’Agrario Dalla ricerca storica sul podere elbano alla sua riproducibilità

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portoferraio

Costretti a casa. A stare a distanza. Obbligati dalle circostanze a uno sguardo nuovo. Bisogna tornare all’inizio di marzo per comprendere da quale prospettiva è nato il lavoro degli studenti della 3ª A dell’Agrario dell’Itcg Cerboni di Portoferraio. All’epoca, al netto di tutte le altre incertezze, si guardava alla stagione turistica che fa da motore per l’economia dell’isola come a un miraggio. I punti di domanda sul tavolo ci sono ancora, ma a loro sono serviti per studiare e ripensarsi. La regola, suggerita dai docenti, è che i modelli ecologici funzionano a rete, un po’ come le lezioni attraverso il web, e sono tanto più stabili quanto più sono interconnessi. Il risultato è un lavoro articolato e in divenire: Reti rurali sinergiche.

Scendendo nel particolare, gli studenti dell’Agrario hanno compiuto una ricerca storica sulle origini rurali dell’Elba e hanno cercato di comprenderne gli antichi modelli per capirne il funzionamento e l’eventuale riproducibilità in tempi attuali. Il tutto senza cedere al nostalgico: si stava meglio quando si stava peggio.

Per farsi un’idea della rete proviamo a visualizzare il recupero di un antico molino, nella valle del Caubbio nel rispetto della sua architettura spontanea, con tanto di Gora dell’acqua che ha anche la funzione di biopiscina, capace di autonomia energetica, dove si fa ospitalità rurale, con particolare riguardo ai bambini e agli anziani o ai disabili, in un percorso di fattoria didattica, pet terapy con mini mucche e altri animali, orti sinergici e recupero di antichi mestieri, saperi e sapori, coltivazioni e trasformazioni in farina, pane e pasta, di grani antichi elbani come il Biancolino.

Al mattino, si parte a dorso di un asino, o agevolati con i bagagli dalla sua soma, per un trekking. Si raggiungono le strutture a tholos dei caprili in granito, dove si allevano ancora pecore e capre e si producono ricotte e formaggi e si vedono giocare capretti e agnellini nel grigolo. E ancora, il recupero di attività del bosco, gli antichi castagneti di Marciana, le carbonaie, e il cibo che il bosco offre, consumato in un essiccatoio. Per ripartire, alla ricerca di vigneti coltivati a capannello con gli uvaggi tradizionali dell’isola, sulle terrazze in pietra dove si può visitare il magazzino con il palmento e le vasche di prima spremitura delle uve. E giù, a scendere, sui declivi più dolci in cui si attua il recupero dell’agro biodiversità nella preservazione di frutta e ortaggi elbani, come le antiche cipolle di Zanca o di Patresi o i fichi poponi, dovuta alla cura di agricoltori custodi. Un viaggio fino al mare, inteso anche come incontro con una cultura legata ad antiche tecniche di pesca e alla vita legata ai ritmi e alle leggi non scritte del mare. Inseparabile compagno di viaggio, un vademecum in forma di taccuino, realizzato dagli studenti, con glossario in inglese che non traduce solo termini ma vuole comunicare anche saperi e curiosità storico e archeologiche, artistiche e letterarie legate alla plurimillenaria cultura dell’isola. —



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