Il Tirreno

la polemica col m5s 

«Il Marina di Salivoli dà lavoro e ha migliorato l’ambiente»

«Il Marina di Salivoli dà lavoro e ha migliorato l’ambiente»

Il Cda della cooperativa L’Ormeggio replica ai consiglieri Pasquinelli e Orlandini che avevano detto un no forte e chiaro all’ampliamento del porto turistico

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PIOMBINO

Il no all’ampliamento del porto di Salivoli lo avevano detto forte e chiaro i due consiglieri del M5s, Daniele Pasquinelli ed Emanuele Orlandini. Talmente forte e chiaro che L’Ormeggio, la cooperativa che gestisce il porto, risponde con un lunghissimo intervento di cui pubblichiamo ampi stralci.

«Il Marina di Salivoli dà lavoro a 9 dipendenti e dunque traggono un beneficio altrettante famiglie – scrive l’Ormeggio – Il cantiere Nautiservice, che opera all’interno dell’area in concessione, ha anch’esso 9 dipendenti stabili, più 6 terzisti che si avvicendano nei lavori di loro competenza (refitting). Il ristorante La Cambusa (sempre in area portuale) conta 6 dipendenti (compreso il titolare) in bassa stagione, con punte massime di 15 addetti nel periodo estivo. Il centro commerciale, anche se di modeste dimensioni, conta diverse attività produttive: una nautica, due broker professionali, una società di charter nautico e un’attività misto cantieristico– elettronica e attrezzature per la vela oltre che una tappezzeria nautica per un totale di 13 addetti tra titolari e dipendenti. Il Marina di Salivoli inoltre, per soddisfare le molteplici esigenze dei diportisti stanziali che di quelli in transito, si avvale anche di diverse imprese che hanno la loro sede nel comprensorio piombinese, contribuendo dunque a dare un maggiore impulso all’economia locale. Tra queste si annoverano: una ditta di verifica e di manutenzione degli impianti elettrici, una ditta di vigilanza notturna, una ditta di pulizie e una ditta di sanificazione delle imbarcazioni, aspetto piuttosto importante in questo momento in cui imperversa, la pandemia, che ci auguriamo finisca presto».

«Gli addetti coinvolti in attività dirette - prosegue la nota - si aggirano da un minimo di 43 persone e fino a un massimo di 51. Riguardo le attività correlate vanno sommati circa altri 10 addetti. È bene però precisare che questa prima disamina non tiene conto dell’indotto. È un calcolo difficile da quantificare e si presta ovviamente a interpretazioni riduttive o espansive, a seconda di coloro che lo valutano, ma di fatto esiste e non può essere disconosciuto. Se pensiamo che un’azienda piombinese di medie dimensioni conta dai 20 ai 30 dipendenti è difficile per chiunque disconoscere l’utilità e l’apporto economico che il porto turistico di Salivoli crea. Con questo il Cda ha ben presente che i problemi occupazionali non può risolverli totalmente la nautica ma, a leggere i numeri sopra menzionati, un contributo è indiscutibile che gli vada riconosciuto».

Poi la questione dell’impatto paesaggistico e ambientale: «Il porto sicuramente ha modificato il paesaggio ed è normale come è normale che qualsiasi manufatto esistente sul territorio possa modificare ciò che madre natura ha creato: il Castello, la piazza più bella d’Italia, i palazzi stessi, l’industria, le strade e tutto quello che può venire in mente. Sulla base di questo è evidente che, se persistono ancora certe vedute, non sia possibile instaurare una dialettica costruttiva. Anche riguardo la fruibilità della spiaggia avremmo qualcosa da dire: la porzione di spiaggia occupata dal Marina era di fatto la parte più degradata dell’arenile di Salivoli. Molti si ricorderanno che in passato anche in piena estate montagne di alghe, mai rimosse, sostavano sulla battigia compromettendo la balneazione. Guardando delle vecchie foto (per chi ha poca memoria) si nota la giungla di canneggiole varie e di casottini abusivi, micro discariche e barchette alate che imperversavano nella zona. Questa area, poco manutenuta, creava di fatto un ambiente alquanto malsano: famose erano le pantegane grosse come gatti. Inoltre riguardo la parte migliore dell’arenile di Salivoli (quella davanti al ristorante, ai bagnetti e al mitico Nastro Azzurro), il Marina si è sempre fatto carico (economicamente e con l’ausilio di ditte specializzate) della manutenzione facendo di tutto per migliorare la fruibilità e ridurre anche l’erosione naturale della spiaggia: cosa che in questi giorni sta puntualmente avvenendo. In ritardo, rispetto agli anni passati, ma solo per il blocco dei lavori imposto a chiunque dal dpcm del governo a causa del coronavirus». E ancora: «Vicino allo scoglio “Stronzo d’Orlando” vi era l’uscita della fogna, oggi al posto di questa esiste una piccola, ma bellissima insenatura formata da ciottoli, frequentata dai giovani e da coloro che sostano nel Marina in occasione di condizioni meteo avverse». —

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