Il presidio
Attività estive per i bambini, Comuni elbani al lavoro
È stato istituito un tavolo con le cooperative locali che si occupano di educazione e con i referenti del progetto “L’Isola che c’è”
PORTOFERRAIO
La conferenza zonale dell’istruzione dell’Elba è al lavoro per la programmazione delle attività estive dei bambini e dei ragazzi elbani. Si tratta di coordinare, su tutto il territorio isolano, l’offerta educativa, ricreativa e didattica per l’estate 2020. Per questo è stato istituito un tavolo di lavoro con le cooperative locali che si occupano di educazione e con i referenti del progetto “l’Isola che c’è”. Di più. Nei giorni scorsi è stato diffuso un questionario alle famiglie che dovrà essere restituito entro la giornata odierna per mappare le necessità e i numeri a cui far fronte nell’organizzazione dei servizi estivi. Le linee guida seguite stabiliscono vincoli numerici e organizzativi alle proposte estive per la fascia d’età 3 – 14 anni. In particolare si sottolinea il rapporto numerico bambino/educatore per le diverse età che va a modificare notevolmente i numeri a cui eravamo abituati. Inoltre è sancita l’impossibilità di contatto tra i vari gruppi di bambini. È inoltre previsto un protocollo “anti-contagio” con procedure ben definite di accesso, uso dei dispositivi di protezione e norme di comportamento sia per gli operatori che per gli utenti. Al momento la normativa non prevede l’avvio di attività per i bambini da 0 a 3 anni. «L’obiettivo del tavolo – dice Chiara Marotti, presidente della conferenza zonale e assessore – è di creare una rete di opportunità e confronto sulle tematiche dell’educazione e sulle possibilità che il nostro territorio offre, anche nell’ottica di una riprogettazione della didattica per settembre. Va sottolineato che, in alcuni comuni, non sarà possibile garantire il tempo prolungato proprio per dare a più utenti la possibilità di servizi dei centri estivi. Si è pensato quindi di organizzare proposte diversificate, anche in ambienti diversi rispetto alle strutture scolastiche, in spazi all’aria aperta, sempre con personale qualificato e formato. Crediamo che sia necessario investire sul valore che i centri estivi e le proposte educative-ricreative-didattiche rappresentano per la comunità educante, soprattutto a seguito del lockdown». —
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