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«I Comuni siano più chiari sul turismo»
Tutte le associazioni di categoria si rivolgono alle amministrazioni: «Specificate di quali sgravi beneficerà il settore»
Ci sono tutte le categorie imprenditoriali che lavorano nel comparto turistico schierate insieme nel richiedere alle amministrazioni locali la rimodulazione e gli sgravi tariffari riguardo alle imposte locali. Anche sulla maggiore isola della Toscana si registra la medesima richiesta riscontrata in tutte le località turistiche della Penisola in merito ai tributi comunali. Rivisitazione e riduzione degli importi per ripartire dopo l’emergenza coronavirus.
Confcommercio, Confesercenti, associazione degli albergatori elbani, Cna, Faita campeggiatori e Coldiretti hanno apprezzato la recente sottoscrizione del protocollo d’intesa che vede le amministrazioni comunali elbane unite, insieme al Parco nazionale, nel rappresentare le imprese locali. Ma la situazione attuale impone un ulteriore passo in avanti. Alcune attività hanno riaperto da pochi giorni e altre si accingono a farlo. «Però i nostri associati – si legge nella lettera inviata ai primi cittadini dell’Elba - richiedono maggiori dettagli in merito alle agevolazioni che ogni singolo Comune mette in campo per sostenere le imprese dei rispettivi territori, al netto di quanto proviene dai Dpcm e da emanazioni del Governo nazionale in materia di tributi locali (Tosap, Cosap, Tari, Imu, Tarsu)».
In particolar modo la Tari (la tassa destinata al trattamento e gestione dei rifiuti urbani) rappresenta secondo i rappresentanti delle categorie commerciali una voce di bilancio molto gravosa per le aziende turistiche elbane, specie per le strutture ricettive, i ristoranti e pubblici esercizi.
«Dovrà essere molto rivista – suggeriscono - sia in funzione della minore produzione di rifiuti che sicuramente questa stagione registrerà, sia in virtù dei mesi persi a causa del lock down e della lenta ripartenza. Occorre inoltre una gestione straordinaria del suolo pubblico per consentire l’allargamento degli spazi usufruibili dalle attività di servizio al pubblico, oltre che un coordinamento sulle aree demaniali sia per la parte in concessione delle spiagge che per la parte libera. Pertanto, siamo a richiedere da parte vostra una sollecita comunicazione scritta che meglio specifichi, al di là dell’impegno sottoscritto in prima istanza, le misure economiche e operative che ogni singolo Comune mette in atto a sostegno del comparto turistico e del relativo indotto ricadente sotto il proprio territorio, al fine di incentivare le riaperture delle attività e l’occupazione locale. In attesa di ricevere quanto richiesto, proseguiamo a lavorare tutti insieme per elaborare nuove strategie di sviluppo socio-economico della nostra bella isola, che in questo frangente ha dimostrato più che mai la fragilità del suo sistema economico e occupazionale, troppo limitato settorialmente e imperniato sui pochi mesi estivi». —
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