Il presidio
«Anselmi e Cosimi possono restare nella coalizione?»
PIOMBINO
Non si placano le polemiche intorno alle dimissioni dei consiglieri Davide Anselmi e Mariaelena Cosimi, che hanno lasciato la Lega restando però in consiglio con un nuovo gruppo, “Noi per Piombino.
«Due consiglieri lasciano il gruppo consiliare della Lega con una motivazione piuttosto generica e poco convincente: un’ idea diversa sulla gestione del territorio rispetto al resto della maggioranza? - si chiedono il Pd e Anna per Piombino - Quale sarebbe questa visione non è dato sapere. Riteniamo invece che i cittadini abbiano diritto di sapere. Soprattutto gli elettori della lega. Se i consiglieri Anselmi e Cosimi non sono più in linea con la visione di territorio, condivisa in campagna elettorale con la coalizione che li ha portati in consiglio comunale, dovrebbero quantomeno manifestare espressamente la loro visione di territorio affinché possa esserne valutata la compatibilità con quella del resto della coalizione. Se la trasparenza è stato un dogma della campagna elettorale del sindaco Ferrari, per la verità fin qui poco praticato, questa è l’occasione di dimostrare che il dogmatismo non è soltanto un divieto esplicito di pensare ma, nell’era moderna, si può tradurre anche in comportamenti coerenti e conseguenti».
La stessa Lega prende le distanze: «La Lega - scrivono il commissario Sergio Tascini e il responsabile provinciale Gianmarco Mancini - non è stata certo votata per gestire solo l’ordinaria amministrazione della città e non rinuncerà alla propria funzione di stimolo affinché questa amministrazione affronti concretamente le criticità per far uscire Piombino da una stagnazione che perdura da fin troppo tempo. Quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare come la Lega, che si è presa l’impegno gravoso di cambiare realmente questa città. Non è possibile che i due consiglieri fuoriusciti dichiarino alla stampa di voler rimanere in coalizione senza prima chiedere alla maggioranza stessa se ancora li voglia in questo progetto politico da loro ripudiato. La politica è fatta di scelte. Loro hanno scelto di abbandonare questo progetto politico. Chi di dovere ne tragga le opportune conseguenze». —
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