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«Ora un piano specifico per la siderurgia»
Ma Il governo parla solo delle acciaierie Ilva di Taranto mentre per Jsw da tempo si attende una convocazione
PIOMBINO
«Serve un piano specifico italiano per la siderurgia». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, in un’informativa ieri alla Camera sulla crisi del settore e in particolare sulla situazione dell’Ilva di Taranto.
Se Taranto torna dunque al centro dell’attenzione el Governo, nessuna notizia è arrivata da Patuanelli rispetto alla situazione delle acciaierie Jsw di Piombino, tema su cui le segreterie nazionali dei metalmeccanici da tempo richiedono un incontro specifico per affrontare la questione del piano industriale.
«Su Terni e Piombino Patuanelli non ha detto nulla – ha rilevato Tommaso Foti, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia intervenendo in aula alla Camera – ma agli imprenditori e agli investitori occorrono risposte chiare e certe. Col M5S al governo il problema è politico perché non si può scherzare sull’acciaio, l’Italia con la Germania ne produce i due terzi in Europa, e scherzare sull’acciaio vuol dire scherzare con il sistema industriale».
«Non possiamo permettere che Taranto, Genova, Terni o Piombino, fiore all’occhiello dell’industria italiana, oggi paghino il prezzo più alto anche in termini occupazionali – ha detto poi Barbara Saltamartini, presidente leghista della Commissione attività produttive della Camera – La chiusura di questi siti sarebbe una bomba sociale a cui uno Stato serio deve guardare con la massima attenzione. Per questo urge un serrato confronto parlamentare che possa riprendere in mano le scelte di politica industriale».
«La crisi dell’acciaio nel nostro Paese – ha sostenuto Guglielmo Epifani, di Leu, è aperta da troppo tempo: ex Ilva, Piombino, Terni. Abbiamo di fronte il tempo delle scelte, che vanno condivise con il Parlamento e le forze politiche tutte ma anche con Confindustria e le forze sociali. Il governo promuova un tavolo permanente che affronti i problemi: investimenti, occupazione, ruolo del pubblico».
Per Francesco Berti, deputato 5 Stelle, «il sito di Piombino necessita delle demolizioni e di piano industriale adeguato a rilanciarlo, contribuendo, allo stesso tempo, al processo di sviluppo del porto. Sono in contatto con la sottosegretaria Alessia Morani, delegata dal ministro Patuanelli a seguire la questione delle acciaierie di Piombino. Le ho chiesto che il Governo si faccia sentire con Jindal. Il vero punto di forza in questa trattativa è il lavoro dell’Autorità portuale. Gli straordinari risultati raggiunti in termini di costruzione di infrastrutture portuali e di rapporti con le imprese – ha concluso Berti – aiutano il Governo a richiedere il massimo impegno a Jindal». —
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