Il Tirreno

dissalatore, il comitato dei contrari 

«Asa e Ait insistono, ma difendono un’opera che non vuole nessuno»

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CAPOLIVERI

«Un patetico tentativo di giustificare un’iniziativa che Asa e Autorità Idrica Toscana paiono intenzionate a portare a termine, nonostante le voci contrarie del comune di Capoliveri e della maggior parte degli elbani».

Così Italo Sapere, per conto del comitato a difesa di Lido e Mola, nonché consigliere comunale di Capoliveri, commenta la presa di posizione di Ait in merito all’ultimo decreto monocratico del Tar.

Il giudice, in attesa di un pronunciamento nel merito, ha sospeso l’ordinanza contro i rumori del Comune con la quale si intendevano fermare le attività del cantiere di Asa, alle prese coni lavori di collegamento della rete propedeutici alla realizzazione del dissalatore di Mola.

«Patetico è scrivere che tutti i sindaci elbani lo desiderino e rappresentare il dissalatore come una messa in sicurezza dell'isola nella stagione estiva, quando conosciamo tutti i conteggi con i quali Ait ha motivato l’ approvazione del progetto – attacca Sapere – una scelta scellerata che non solo mette a repentaglio l' integrità ambientale di uno dei tanti siti di pregio, ma chiama autonomia idrica quella che è una deresponsabilizzazione di Asa e della Regione Toscana sulla risorsa idrica dell'Isola: l’Elba, infatti, potrebbe vivere del suo equilibrio idrogeologico, se solo si eliminassero sprechi e perdite e si potessero cancellare gli interventi fallimentari che fino ad oggi hanno caratterizzato l’operato della società sull'isola. E se proprio un dissalatore lo si vuol fare esiste la possibilità di averlo su una nave che produce acqua potabile in movimento senza accumulare la salamoia in un solo sito. Utilizzando l’impianto solo nel momento in cui serve senza avere una cattedrale inutilizzata per la maggior parte dell’anno. Ma il risparmio economico e la sostenibilità ambientale sono concetti poco conosciuti nel concreto, nonostante a parole se ne parli tanto».

Il consigliere Italo Sapere fa presente che le modifiche apportate al progetto (l’allungamento del tubo per lo scarico a mare della salamoia) «hanno determinato una nuova verifica in materia ambientale. E questa volta speriamo che la Regione non escluda nuovamente la Valutazione di impatto ambientale – conclude il consigliere comunale – Siamo piuttosto convinti che Asa stia correndo ai ripari nel tentativo di mettere una pezza alle gravi criticità ambientali e sulla superficialità con cui si è arrivati all’approvazione di questo progetto, senza dare ascolto alle verità denunciate dal territorio». —

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