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Rinegoziazione dei mutui, c’è l’ok con i voti di M5S e del centrodestra

Rinegoziazione dei mutui, c’è l’ok con i voti di M5S e del centrodestra

«Permetterà di aumentare la capacità di spesa» Nella seduta di ieri varata la Commissione pari opportunità

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PIOMBINO

Seduta on line del consiglio comunale. Con il voto favorevole della maggioranza e del M5s, contrario di Rifondazione comunista e l’astensione di Pd e Con Anna per Piombino, l’amministrazione ha stabilito la rinegoziazione dei mutui attivi a carico del Comune.

La decisione è stata motivata con l’emergenza coronavirus e i minori introiti nelle casse del Comune, con la conseguente necessità «di garantire l’equilibrio di bilancio e avere le risorse necessarie ad attuare le misure a sostegno del tessuto sociale ed economico cittadino. Da qui la rinegoziazione dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare di Milano e Banca Intesa San Paolo.

«L’equilibrio di bilancio – spiega nella nota Paolo Ferracci, assessore al Bilancio – è una prerogativa indispensabile per il buon funzionamento della macchina amministrativa: per questo, abbiamo cercato delle soluzioni che ci permettessero di liberare le risorse necessarie a garantire i servizi e a programmare gli interventi a sostegno del tessuto economico cittadino in questo momento di particolare crisi. Stiamo attendendo - prosegue l’assessore - gli esiti della richiesta inoltrata agli istituti di credito: da una crisi complessa come quella che stiamo attraversando non se ne esce se non utilizzando strumenti complessi e strategie composite, condivise con tutti i soggetti coinvolti».

Nella stessa nota si sostiene che questo permetterà di aumentare la capacità di garantire l’equilibrio di bilancio, oltre a garantire le risorse necessarie per attuare tutte quelle misure a sostegno del tessuto economico e sociale che il Comune sta definendo.

«Si tratta, - prosegue il comunicato del Comune - di una riprogrammazione delle rate dei mutui che, nel caso degli istituti di credito privati, comporterà una moratoria, e quindi l’allungamento di un anno del piano di ammortamento. Questo farà risparmiare al Comune circa 3milioni e 400mila euro per l’anno corrente; per quanto riguarda la Cassa depositi e prestiti, invece, si tratta di una rimodulazione complessiva dei 43 finanziamenti allungando i piani di ammortamento fino al 2043 facendo, quindi, risparmiare al Comune circa 680mila euro nell’anno corrente».

Nella seduta di ieri è stata varata anche la nuova Commissione per la Parità e le Pari Opportunità del Comune e sono state rese note le componenti. Ancora solo donne all’interno.

«Sarà una commissione più inclusiva – ha dichiarato Carla Bezzini, assessore alle Pari opportunità –: abbiamo voluto che le rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni del territorio impegnate per la tutela della donna e della parità di genere fossero parte integrante di questo strumento».

Una commissione, quindi, definita più rappresentativa del territorio e del tessuto sociale.

La commissione Pari opportunità è formata dalle donne che ricoprono un ruolo istituzionale (consiglieri di quartiere, consiglieri comunali e assessori), dalle rappresentanti di ogni consulta istituita dal Comune, da una una rappresentante del Centro antiviolenza e da due rappresentanti (una effettiva e una supplente) delle seguenti associazioni: Associazione Mazziniana Italiana onlus – sez. G. Bovio Piombino; Equality Italia; Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale; Soroptimist International Club di Piombino; SPI CGIL Piombino; Fidapa BPW Italy; Spazio H; Associazione Pubblica Assistenza Piombino; Rete Solidale Antirazzista; Associazione Noi Domani - Donne Difettose; ARCI Comitato Piombino, Val di Cornia, Isola d’Elba; Circolo Interculturale Samarcanda.

«Auguro buon lavoro a tutte le componenti - ha commentato il sindaco Francesco Ferrari,- : sono sicuro che la nuova Commissione Pari Opportunità non sarà solo un luogo di discussione e di confronto ma anche un vero e proprio strumento di azione che possa intervenire concretamente nel tessuto sociale del territorio nel campo delle politica di genere, di tutela e di sensibilizzazione». —

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