Il Tirreno

l’operazione “soap & drugs” 

Spaccio di droga a Portoferraio «Accuse gravi e ingiuste»

Spaccio di droga a Portoferraio «Accuse gravi e ingiuste»

L’avvocatessa Luisa Brandi interviene sul blitz portato a termine dalla Finanza «Sul mio assistito notizie fuorvianti e i soci della Saponeria non c’entrano»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO

«Contestualmente allo svolgimento delle perquisizioni sono uscite notizie assolutamente fuorvianti in ordine ai fatti realmente contestati e agli indagati». È così che l’avvocatessa Luisa Brandi, legale di fiducia di Roberto Brandi, commenta quanto emerso in seguito al termine dell’operazione antidroga denominata “Soap & Drugs”, effettuata solo pochi giorni fa dalla guardia di finanza con l’ausilio delle unità cinofile. Roberto Brandi e altre sette persone sono state arrestate (e adesso si trovano agli arresti domiciliari) in un blitz effettuato sull’isola. L’operazione è scattata in seguito all’ordinanza del Gip di Livorno, al termine di quasi un anno e mezzo di investigazioni, tra intercettazioni telefoniche, ambientali e perquisizioni. Secondo le indagini portate avanti dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura, il commerciante di saponi gestiva dal suo “stanzino” il sistema di spaccio di droga. Un sistema, secondo gli inquirenti, capace di distribuire 2 kg di cocaina, per un valore di mercato pari a circa 200 mila euro.

L’avvocatessa Brandi, a pochi giorni dal blitz, ci tiene a fare alcune considerazioni, in particolare riguardo alle dichiarazioni rilasciate ai quotidiani dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Livorno Gaetano Cutarelli. «Ho letto – spiega – che “gli otto arrestati non si facevano scrupoli (...) È la dimostrazione che nei periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo alcuni, pur di ottenere facili guadagni, non rinunciano alla via illegale rivolgendosi alla criminalità”. Poi che Brandi “affiancava alla vendita dei suoi prodotti igienizzanti anche la vendita di cocaina” e ancora “gli incassi venivano garantiti non soltanto dalla vendita di beni di prima necessità, tra cui quelli per sanificare gli ambienti, non sospesa nell’emergenza da Covid, ma soprattutto dal mercato parallelo e illecito della droga”».

L’avvocatessa ritiene queste dichiarazioni, «da un lato infondate poiché tra i soci della gestione della “Saponeria” non vi è l’indagato da me assistito (che è solo amministratore esterno), bensì i figli dei soci storici, ovvero due ragazzi giovani, incensurati, e soprattutto che mai hanno percepito quegli asseriti “incassi prevalenti” e illegali menzionati nell’articolo».

Dall’altro lato, conclude l’avvocatessa, «la società di gestione che fa a capo a La Saponeria «non risulta coinvolta nelle indagini che, al contrario sono rivolte al solo indagato. Tuttavia – conclude – è fondamentale ribadire che la responsabilità penale è personale e, dunque, solo l’eventuale autore di condotte penalmente rilevanti sarà chiamato a risponderne e l’esito di un processo, come ben sappiamo, si avrà solo con la sua definizione». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web